Il Quirinale (Ansa)
Il Quirinale (Ansa)

Roma, 14 gennaio 2021 - Che cosa succederà nella crisi di governo? E, più che altro, come succederà? La gente, come si dice, si interroga dopo le dimissioni (accettate da Conte) dei rappresentanti di Italia Viva. Dimissioni che, fino all’ultimo, si è provato a evitare, come ha riconosciuto lo stesso king maker della crisi, vale a dire Matteo Renzi, leader di Iv, che ha parlato di “fortissime pressioni”. Ma vediamo, in pochi ed essenziali punti, qual è la situazione sia politica che, diciamo così, psicologica.

Non comprensione

Gli italiani, nella stragrande maggioranza e compresi molti addetti ai lavori, non hanno capito le ragioni della crisi (qui le spieghiamo bene). È su questo disorientamento che giocano gli avversari più decisi di Renzi, dai Cinquestelle alla sinistra dem a LeU

Il Conte furioso

Accettare le dimissioni di Bellanova, Bonetti e Scalfarotto dimostra tutta la profonda irritazione del premier verso il leader di Italia Viva che aveva tentato di rasserenare gli animi con una dichiarazione a microfoni aperti che sembrava contenere qualche apertura. L’entourage del numero Uno di Palazzo Chigi parla di un Conte deciso a non avere più rapporti con Renzi. In sostanza, anche se con accenti diversi, si è probabilmente consumata una rottura irreparabile come con Salvini

Mattarella

Il Quirinale è molto attento (e preoccupato). Sergio Mattarella è, di fatto e formalmente, colui che ha in mano la situazione e deve gestirla tenendo conto di un Paese che ha di fronte problemi enormi da affrontare

I nodi

Sono sempre gli stessi. Come saranno spesi i miliardi del Recovery plan? Che succederà nella gestione della pandemia? Come verrà sciolto il nodo dei servizi di intelligence che Conte vuole legare sempre più strettamente? E il fondo Salva-Stati detto anche Mes? Inoltre, secondo alcuni, a rischio sarebbe il voto sul quinto dl Ristori, tema delicatissimo per imprese e lavoratori

Scenari

Migliaia, verrebbe da dire. Conte si presenta in Parlamento e chiede la fiducia. Conte si dimette e si forma un governo di unità nazionale oppure del presidente. Arrivano i Responsabili, vale a dire esponenti dell’opposizione che si sostituiscono ai rappresentanti di Italia Viva. Un governo ‘tecnico’ che porti a casa alcune riforme (ma, è bene sottolinearlo, che il ‘tecnico’ finisce sempre col divenire ‘politico’...)

Spettro elezioni

Al di là delle dichiarazioni di facciata e per la stampa, il vero spauracchio riguarda le elezioni anticipate. Renzi dice di non volerle. Il centrodestra, invece, pur non auspicandole, ritiene siano la via d’uscita se non si arriva a un governo di unità nazionale (che, però, nessuno digerirebbe facilmente)