Il premier Giuseppe Conte in piena crisi di governo (Ansa)
Il premier Giuseppe Conte in piena crisi di governo (Ansa)

Roma, 21 gennaio 2021 -  Nella crisi di governo, la stagione della caccia sta per finire, ma il carniere ancora non è abbastanza ricolmo. Nonostante gli sforzi dei cacciatori, fatti di trappole, agguati, prelibate esche tese a qualsiasi ora del giorno e della notte, il numero delle prede stenta a salire. Il premier è in affanno, perché tutti si stanno rendendo conto che la raccogliticcia maggioranza ottenuta l’altra sera al Senato dal presidente del Consiglio è striminzita sia nei numeri sia nella qualità politica, e che così non si può andare avanti.

Come ha detto ieri Franceschini, "non è a ogni voto possiamo pretendere che la Segre prenda un aereo e venga da Milano". Se ne è accorto anche il Capo dello Stato che, pare, nell’incontro di ieri al Quirinale definito "interlocutorio" e quindi non soddisfacente, ha dato al premier un po’ di tempo per darsi un asssetto più definito. Un po’ di tempo, ma non molto. Altrimenti la crisi inizierà davvero, stavolta anche in maniera formale, con dimissioni e nuove consultazioni.

Crisi di governo: premier in affanno, numeri bassi. Caccia agli scontenti di Iv e FI

Le manovre sono quindi accelerate, febbrili, ma per adesso si sta facendo fatica a riempirle con una sostanza politica che non le faccia assomigliare a una mera operazione trasformistica, e il risultato è un bruttissimo spettacolo che in una fase come questa il Paese si risparmierebbe volentieri.

La notizia di cronaca giudiziaria che riguarda l’Udc Lorenzo Cesa potrebbe complicare ulteriormente l’"allargamento" tentato da Conte. Non è un mistero per nessuno che i senatori dell’Udc e il suo preziosissimo simbolo (indispensabile per creare un nuovo gruppo al Senato) erano stati tra i primi a essere contattati qualche giorno fa dagli emissari contiani, con un esito che al momento non fu positivo, ma che non era definitivo. Apparentemente l’inchiesta sulla ’ndrangheta in cui Cesa è finito inquisito non c’entra niente la politica, ma sappiamo che purtroppo in questi ultimi anni politica e giustizia hanno finito per toccarsi. Bisogna ancora capire quanto, e le sorprese sono dietro l’angolo.

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