Stefano Patuanelli, capogruppo M5s al Senato
Stefano Patuanelli, capogruppo M5s al Senato

Roma, 14 agosto 2019 - Stefano Patuanelli, 45 anni, ingegnere, è il capogruppo M5s al Senato che ha stoppato la cosiddetta ‘mossa del cavallo’ di Matteo Salvini in Senato.
«Era tutto un bluff, l’ho capito subito. Matteo Salvini è in difficoltà, e qualcuno nel suo partito si è già pentito dell’azzardo...». 
Si riferisce al ministro leghista Centinaio che parla di porte ancora aperte a un dialogo con il Movimento 5 Stelle?
«Sì. Ma anche il sottosegretario Giancarlo Giorgetti mi pare critico con la gestione della crisi voluta da Salvini. Qualcuno nel Carroccio ha capito l’errore e sta già cercando di tornare indietro».
Ridiscutere il contratto M5s-Lega è fattibile?
«Le porte sono fatte anche per riaprirsi, ma non è questo il caso. Basta vedere le ultime dichiarazioni di Salvini e i suoi. Hanno governato con noi fino a ieri e ora rinnegano i provvedimenti fatti assieme e che erano contenuti nel contratto di governo. Dal reddito di cittadinanza al decreto dignità. Inaudito».
Salvini è all’angolo? 
«Beh, la proposta del capogruppo della Lega, Romeo, di votare la sfiducia a Conte e quella di Salvini di tagliare i parlamentari subito dopo è stato assurdo. Come si fa a ‘mandare a casa’ il premier e quasi contemporaneamente votare una modifica costituzionale?».
Perché il leader leghista ha innescato la crisi ad agosto?
«Forse perché prima era troppo impegnato al Papeete! Scherzi a parte, sono almeno tre i motivi: capitalizzare il consenso delle Europee, evitare il taglio dei parlamentari a settembre e il motivo economico. Ora ha 160 parlamentari, se, e sottolineo se, vince le elezioni ne porta a casa 320 e ognuno di questi finanzierebbe il gruppo parlamentare. In ballo ci sono 100 milioni di euro, il doppio dei famosi 49...». 
Allora perché non ha ritirato i ministri?
«Girare l’Italia da ministro è più facile che da cittadino semplice. E poi sperava che Conte si dimettesse. Non facendolo, non vuole uscire dalla stanza dei bottoni».
Nel frattempo la nave Open Arms irrompe nella crisi. Salvini dice che è il nuovo asse Pd-M5s ad aprire i porti. Che cosa risponde?
«Sta solo facendo campagna elettorale. E comunque tutte le scelte sull’immigrazione le abbiamo fatte assieme, Salvini non può non tenerne conto. Il blocco della nave è stato tolto dal Tar, non da Toninelli o Conte».
Salvini tira in ballo la lettera del premier...
«È scorretto. Il premier ha solo scritto di far sbarcare i minori».
Al di là di quello che dice il numero uno del Carroccio, l’alleanza Pd-M5s s’ha da fare?
«Aspettiamo il discorso di Conte e vediamo che cosa deciderà Mattarella».
Già impazza il toto premier. C’è chi parla di Fico o dello stesso Conte. Per chi tifa?
«Niente tifo: Conte è ancora il presidente del Consiglio».
Veniamo alla leadership del M5s. Con un asse Pd-5 Stelle Di Maio resterà solo capo politico?
«Di Maio è un ottimo ministro, non vedo perché non debba continuare a fare il suo lavoro».