Matteo Renzi (Ansa)
Matteo Renzi (Ansa)

Roma, 18 gennaio 2021 - Un discorso da democristiano, dicono alcuni. Senza rendersi conto di fargli un complimento che chissà fino a quanto merita, alludendo forse ai toni che il presidente del consiglio ha usato nel corso della sua ora alla Camera

Certo, Giuseppe Conte non è battagliero come Renzi, o senza voler mancare di rispetto ai grandi del passato, non ricorda il piglio di Craxi o Fanfani. Ma al momento giusto, quando ha parlato della crisi e di Italia viva, Conte ha sfoderato gli artigli. Spiegando che insomma la partita con l'ex premier è chiusa,e che si volta pagina.

"O è sicuro di avere già in tasca ha i voti dei responsabili o vuol disegnarsi un personale percorso verso le urne", spiega poco dopo un deputato. Chissà, vedremo domani, certo è che Conte è parso sicuro di sé. Forse non sprezzante quanto lo fu con Salvini, certo deciso.

Ha chiuso a Renzi ma ha aperto ancora di più agli attuali partners della maggioranza, mettendo per esempio l'accento sulla volontà del governo di farsi promotore per una legge elettorale proporzionale. Come vuole il Pd. E facendo appello alle tante anime cui si rifanno i responsabili, chiamandoli "volenterosi", non tralasciando per esempio la parola "socialista". Siccome uno dei senatori più colloquiali in questi giorni è Riccardo Nencini, che appunto a quell'eredità si rifà, tutti hanno capito il messaggio.