Il ministro della Salute, Roberto Speranza
Il ministro della Salute, Roberto Speranza

Roma, 11 giugno 2020 - "Una seconda ondata non è certa, ma è possibile. Quindi bisogna essere pronti". A dirlo è il ministro della Salute, Roberto Speranza, nell'informativa alla Camera sul Coronavirus. Pur essendo in presenza di dati "oggettivamente incoraggianti", non si può abbassare la guardia. Perché "l'epidemia non è finita: ci sono ancora focolai di trasmissione attivi. E il virus, anche se in forma ridotta e con una prevalenza di casi asintomatici, continua a circolare".

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Questo lo scenario delineato dal ministro in Parlamento. "Siamo sulla strada giusta, ma il nemico non è vinto. Perché convivendo con il Covid, in una situazione in cui aumentano le attività e si liberalizzano gli spostamenti, ne deriva inevitabilmente il moltiplicarsi delle probabilità di incontrare il virus". Per questo "occorre tenere alto il numero dei tamponi effettuati soprattutto per ricercare possibili focolai laddove il Covid ci ha fatto più male". 

"Non bisogna esitare nemmeno un secondo a prendere nuovi provvedimenti rigorosi laddove se ne manifesti la necessià - ha aggiunto nell'informativa - . Sulla base di queste linee guida con il prossimo Dpcm, a cui lavoreremo immediatamente dopo questo passaggio parlamentare, dovremmo decidere eventuali ed ulteriori misure di allentamento".

Speranza ha poi lanciato un monito anche alle parti politiche: "Serve una limpida dialettica tra maggioranza ed opposizione, tra forze che a diversi livelli istituzionali hanno, nella gestione della sanità, rilevanti e concorrenti responsabilità di governo, così come definito dall'articolo 117 della nostra Costituzione. Per me la collaborazione non è una scelta, ma un vero e proprio obbligo istituzionale".

Locatelli sulla seconda ondata

Anche Franco Locatelli è intervenuto sulla possibilità di un ritorno della pandemia. "Dobbiamo farci trovare preparati a gestire una seconda ondata di contagi, che comunque, se dovesse mai esserci, non ritengo avrà le dimensioni e la portata della prima", ha detto il presidente del Consiglio Superiore di Sanità (Css) e membro del Comitato tecnico scientifico (Cts), durante la trasmissione Agorà, su Rai 3. "Prevedere se e quando ci sarà una seconda ondata - ha aggiunto - è un esercizio da indovino piuttosto che da scienziati, ma è possibile che con il ritorno dei mesi più freddi, nel tardo autunno o inverno, ci possa essere una ripresa perché il virus circola ancora in molti paesi del mondo, come vediamo dai dati di America Latina e India".

Lopalco sugli asintomatici

Il professore Pierluigi Lopalco, epidemiologo dell'Università di Pisa a capo della task force pugliese per l'emergenza Coronavirus, fa sapere che "si sta notando nelle ultime settimane un aumento di asintomatici" in Puglia, con percentuali anche "oltre il 90%" dei casi. Il professore prova a dare una spiegazione a questo aumento rispetto alla prima fase della pandemia: "Il virus - sostiene - in questo momento sta circolando soprattutto nella popolazione più giovane, questo è un motivo". Proprio per l'aumento di asintomatici, la task force ha deciso di aumentare il numero di tamponi: "Stiamo facendo molti test - prosegue Lopalco - oggi quasi tremila, nonostante non ci siano focolai attivi. Questo perché stiamo cercando di proteggere, in particolare, gli ospedali, facendo tamponi non solo al personale sanitario ma anche ai pazienti che entrano per un ricovero".