Il governatore del Veneto Luca Zaia
Il governatore del Veneto Luca Zaia

Roma, 9 marzo 2020 - "Chiarezza, chiarezza, chiarezza! Per colpa di questa confusione e dell’immagine che si dà dell’Italia nel mondo, milioni di italiani rischiano di non avere più pane da dare ai loro figli!". A Matteo Salvini, il decreto con cui il governo ha deciso di chiudere la Lombardia, mezza Emilia Romagna e parte del Veneto e delle Marche, proprio non piace. Troppe le questioni che restano ‘fumose’. E non solo per il leader della Lega, dopo una notte di polemiche furibonde sulla fuga di notizie ‘ufficiose ‘ sul dpcm che hanno esacerbato gli animi, come dimostra il commento gelido del sindaco meneghino, Beppe Sala: "Milano, piaccia o no, è il cuore del Paese. Non va bene che il Sindaco e il Prefetto di Milano sappiano di queste norme dai media". Meloni, ancora più secca, accusa il governo di aver gestito "malissimo" il decreto.

Ma intanto alcuni governatori sono scesi sul piede di guerra. E hanno chiesto a Palazzo Chigi un ‘confronto immediato’, che visto i tempi dovrà avvenire in videoconferenza. "Il testo del Dpcm contiene alcune ambiguità che hanno creato incertezze fra cittadini, e il nostro compito è dare risposte, urgente fare chiarezza", scrive il governatore emiliano-romagnolo Stefano Bonaccini che, tuttavia, ha apprezzato i chiarimenti del governo su trasporto merci e spostamenti per il lavoro. Ma è soprattutto il Veneto a mettersi di traverso rispetto alla creazione delle tre zone di isolamento nella regione e per questo il governatore Luca Zaia ha chiesto "lo stralcio delle 3 province di Padova, Treviso e Venezia dal decreto; non hanno le caratteristiche per essere zona rossa". Quindi ha svelato: "Ho sentito l’ultima volta Fontana e Bonaccini alle 2,30 di ieri ed eravamo ancora convinti, prima di di vedere la sorpresa della conferenza stampa del presidente Conte, che ci fosse la possibilità di arrivare al mattino. C’era stato garantito - ha sottolineato -, Bonaccini ne è testimone, di arrivare al mattino...".

Più morbido i l governatore della Lombardia, Attilio Fontana, che però critica; "Si tratta di misure necessarie", ma "a Roma qualcuno non ha capito bene la situazione; noi abbiamo sempre cercato di rendere chiaro il quadro, ma non ci hanno creduto". Favorevole al decreto anche Alberto Cirio, governatore del Piemonte, mentre il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, non ha nascosto l’indignazione nel vedere la Provincia di Venezia inserita nell’elenco delle aree chiuse. "Nessuno mi ha avvisato - sottolinea Brugnaro - e mi sembra sbagliato comportarsi in questo modo". "La priorità su tutto è fermare il contagio e garantire la salute pubblica" è invece il parere del presidente della Provincia di Rimini, Riziero Santi.