Il ministro della Salute Roberto Speranza (Ansa)
Il ministro della Salute Roberto Speranza (Ansa)

Roma, 14 luglio 2020 - L'emergenza Coronavirus non è una battaglia che può considerarsi chiusa. Lo ha ribadito ancora oggi, in Senato, il ministro della Salute Roberto Speranza, annunciando la proroga delle "misure attualmente vigenti sino al 31 luglio". Perché bisogna "continuare ad avere un livello alto di attenzione", ha aggiunto prima che la risoluzione di maggioranza sulla proroga venisse approvata dall'Aula con 154 voti a favore e 129 contrari.  Se infatti nel "quadro italiano ed europeo la situazione è sotto controllo", ha dichiarato Speranza, "la questione che più ci preoccupa è il quadro mondiale, dove le cose peggiorano di settimana in settimana e siamo nella massima impennata dei casi". E' proprio sulla base dell'andamento del contagio, ha fatto sapere il ministro, che si tireranno le somme sulla ripresa delle lezioni a settembre. Quello che è certo, assicura Speranza, è che "le scuole riapriranno". Intanto, "siamo al lavoro sull'aggiornamento del piano pandemico, il Paese ne ha bisogno", ha sottolineato Speranza, e "il nostro Paese, l`Italia, è pienamente in campo per assicurare, al più presto, il vaccino a tutti i cittadini".

Test molecolari nelle scuole

E' in corso, ha fatto sapere il ministro della Salute, "la definizione di una strategia organica di prevenzione ed è allo studio un modello di test molecolari a campione per monitorare la popolazione scolastica durante il corso dell'anno". Nel suo intevento in Senato, Speranza ha dichiarato che "la chiave del nostro lavoro è ristabilire un contatto più stretto tra scuola e dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria territoriale". Il comitato tecnico scientifico, ha aggiunto il ministro, "farà a settembre un'ulteriore verifica sulle modalità di ripresa in piena sicurezza delle lezioni, anche relativamente all'utilizzo delle mascherine e al distanziamento, ovviamente sulla base dell'andamento del contagio". Una cosa "a me sembra certa ed indiscutibile - ha concluso il ministro della Salute -: le scuole frequentate dai nostri figli e nipoti riapriranno".

"Tre regole chiare"

"Per convivere con il virus, sino al vaccino", ha spiegato il ministro della Salute, "non dobbiamo arretrare di un millimetro sulle misure di prevenzione". E, su questa linea, il Governa proroga fino al 31 luglio le misure di sicurezza attualmente vigenti, ovvero "l'obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi, di rispettare i protocolli di sicurezza definiti per la riapertura dei luoghi di lavoro, il divieto di assembramenti, le sanzioni penali per chi viola l'obbligo di quarantena, il divieto di ingresso o quarantena per chi arriva da Paesi extra Eu e i controlli più stringenti su aeroporti, porti e luoghi di confine". Difronte all'attuale andamento dell'epidemia di Coronavirus, infatti, "si devono ancora rispettare tre regole chiare - ha aggiunto Speranza -, questo dobbiamo continuare a chiedere ai cittadini: l'utilizzo delle mascherine, il distanziamento fisico di almeno un metro e l'utilizzo delle misure igieniche".  Poi ha aggiunto: "Non dobbiamo mettere in contraddizione la situazione sanitaria con quella economica e sociale, anzi sono collegate, con una situazione sanitaria buona può ripartire l'economia. Sono due pezzi di una strategia che dobbiamo tenere insieme".

"La scelta è chiara", ha concluso il ministro della Salute, avvertendo: "Non possiamo vanificare i sacrifici fatti dagli italiani in questi mesi ed è per questo che abbiamo scelto, ancora una volta, la linea della massima prudenza".

Contenere focolai di origine esterna

"Sulla urgente necessità di coordinare e controllare con misure comuni le frontiere europee - ha dichiarato Speranza -, nei giorni scorsi ho scritto una lettera al Commissario Ue alla Salute e alla Sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, e al Ministro della Salute tedesco, presidente di turno, Jens Spahn". Nella lettera, ha spiegato "ho insistito sulla inderogabile esigenza di definire 'nuove rigorose misure cautelative per gli arrivi da aree extra Schengen ed extra Ue'". La richiesta, ha continuato Speranza, è quella di "promuovere un maggiore coordinamento tra gli Stati Membri e garantire, così, una maggiore efficacia alla realizzazione dell'obiettivo di contenere la diffusione di contagi causati da focolai di origine esterna". In questa direzione, ha concluso il ministro, "ogni misura di divieto di ingresso in Italia e di limitazione della libera circolazione dei voli è una decisione che assumiamo con dolore. Ma sono scelte necessarie".

Su questa linea, se al momento  "il divieto di ingresso e transito in Italia riguarda ad oggi chi nei quattordici giorni antecedenti ha soggiornato o è transitato in 13 Paesi (Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia
del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana)", ovvero "le nazioni che hanno un alta percentuale di incidenza del virus in rapporto alla popolazione", il ministro della Salute ha assicurato che "aggiorneremo costantemente questa lista sulla base di una analisi puntuale della evoluzione dei dati". Speranza ha poi ricordato che per tutti gli arrivi dai Paesi extra Ue ed extra Schengen è stata confermata la quarantena di 14 giorni, "come misura precauzionale per evitare la diffusione del contagio".

Salvini 

Le parole di Speranza non convincono il leader della Lega, Matteo Salvini. "Smettetela di spaventare gli italiani, di tenerli chiusi in casa. Gli italiani vogliono vivere, lavorare, amare e sperare senza distanziamento sociale", attacca il numero uno durante il suo intervento in Aula.  In precedenza aveva ricortato che "l'emergenza ospedaliera da Covid è finita, lo dicono i numeri. Smettetela di dipingere l'Italia come un lazzaretto".