Il premier Giuseppe Conte al lavoro (Dire)
Il premier Giuseppe Conte al lavoro (Dire)

Roma, 6 marzo 2020 - Sull'emergenza coronavirus, il premier italiano Giuseppe Conte striglia la Ue, punta i piedi nella videoconferenza coi vertici del consiglio Europeo e dà un termine di 10 giorni all'Europa per "battere un colpo" e trovare una soluzione adeguata alla pandemia. E dopo sei ore di discussione serrata i 27parrebbero essere giunti a un accordo: alla dichiarazione finale sarebbe stato aggiunto un paragrafo che dà ai governi due settimane di tempo per avanzare proposte per un'azione coordinata di bilancio volta a contrastare gli effetti della pandemia di Covid-19. 

Alla fine, nonostante il nulla di fatto sui Coronabond, secondo fonti di Palazzo Chigi "c'è stato un dibattito molto vivace. Alla fine sono passate molte delle posizioni italiane condivise nella lettera dei nove leader, grazie anche al loro appoggio. Il compromesso finale ha fatto sparire la parola 'Mes' dallo statement finale. E il consiglio Ue dà mandato all'eurogruppo di elaborare più proposte e riportarle al Consiglio, entro due settimane, tenendo conto della natura eccezionale dello shock".

La durissima lettera di Conte

Una lettera dura ai leader Ue nel corso del Consiglio Europeo. Firmata dal premier Giuseppe Conte. "Come si può pensare che siano adeguati a questo shock simmetrico strumenti elaborati in passato, costruiti per intervenire in caso di shock asimmetrici e tensioni finanziarie riguardanti singoli Paesi?». È questo, a quanto si apprende da Palazzo Chigi, il messaggio che il premier Giuseppe Conte ha appunto inoltrato ai leader Ue nel corso del Consiglio europeo. "Se qualcuno dovesse pensare a meccanismi di protezione personalizzati elaborati in passato allora voglio dirlo chiaro: non disturbatevi, ve lo potete tenere, perché l'Italia non ne ha bisogno", ha aggiunto. 

La proposta di Conte è di istituire una sorta di gruppo di lavoro formato da «cinque» capi di stato o di governo europei per la formulazione di una proposta di risposta comune.

Trovato un accordo tra i 27

E in qualche modo Conte è stato ascoltato: si è conclusa con un accordo - dopo sei ore di dibattito - la riunione in videoconferenza dei 27 capi di Stato e di governo dell'Ue dedicata alla crisi del Coronavirus. L'accordo prevede due settimane per elaborare proposte nuove su un'azione comune coordinata di bilancio.  Nel testo, secondo quanto emerge, non ci sarebbero riferimenti espliciti al fondo salva Stati (Mes), ma si spiega che l'Eurogruppo continuerà a lavorare.

Nelle conclusioni del vertice si legge: "Prendiamo nota dei progressi fatti dall'Eurogruppo", e lo "invitiamo a presentarci proposte entro due settimane. Queste dovrebbero tenere in considerazione la natura senza precedenti dello shock" del Coronavirus e "la nostra risposta deve essere rafforzata, come necessario, con azioni ulteriori in modo inclusivo alla luce degli sviluppi, per finalizzare una risposta esauriente".

Merkel: contraria ai Coronabond

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, si è detta "contraria ai coronabonds" per affrontare la crisi del nuovo coronavirus. Pur avendo espresso "fiducia" nel raggiungimento di accordi nell'Ue di fronte alla "sfida comune", Merkel ha chiarito che i cosiddetti "coronabond" non sono un'opzione condivisa "dalla Germania né da altri Paesi del blocco comunitario. "Siamo meglio attrezzati rispetto alle crisi precedenti", ha affermato la leader tedesca, per insistere sul fatto che, secondo lei, è necessario "valutare tutti gli strumenti" che la Comunità già possiede. 

La Merkel, che è in quarantena domestica dopo essere stata in contatto con un medico contagiato, ha espresso la sua "comprensione" nei confronti della situazione in Spagna e in Italia, due dei Paesi che insistono per emettere i cosiddetti "Eurobond" o debito congiunto per far fronte alla crisi sanitaria ed economica. Ma ha chiarito che, almeno per il momento, tale opzione non è "all'ordine del giorno". Anche l'Austria oggi ha ribadito il suo rifiuto.

Il premier olandese, Mark Rutte, sul suo profilo Twitter scrive: "Ho avuto una buona discussione sulla crisi del Covid-19 che colpisce noi tutti. Ogni Stato membro deve adottare le misure necessarie a livello nazionale, ma stiamo facendo passi anche per sostenerci l'un l'altro e le nostre economie a livello europeo".

Conte non firma la bozza

Il premier ha ringraziato per il lavoro fatto ma non accetta la bozza preparata nonostante gli sherpa italiani avessero ottenuto quasi tutto, compresa l'eliminazione di qualsiasi riferimento al Mes. Il premier ha chiarito che nessuno pensa a una mutualizzazione del debito pubblico. Ciascun Paese risponde per il proprio debito pubblico e continuerà a risponderne.

"L'Italia ha le carte in regola con la finanza pubblica: il 2019 l'abbiamo chiuso con un rapporto deficit/Pil di 1.6 anziché 2.2 come programmato. Qui si tratta di reagire con strumenti finanziari innovativi e realmente adeguati a reagire a una guerra che dobbiamo combattere insieme per vincerla quanto più rapidamente possibile".

In un messaggio lanciato a poche ore dal Consiglio europeo, Conte aveva ribadito le sue richieste: "Non sono mai stato favorevole al termine 'coronabond', preferirei chiamarli European Recovery bond". Ma nell'ultima bozza di conclusioni del vertice non si legge nssun riferimento all'ipotesi di lanciare dei coronabond bocciati anche dall'Austria. Presente nel testo, invece, la richiesta all'Eurogruppo di concludere il lavoro per attivare le linee di credito del Meccanismo europeo di stabilità entro la prossima settimana.

Di Maio: "L'Italia spenderà quanto serve"

"È il momento che il popolo italiano venga aiutato", questo "significa poter spendere tutti i soldi che servono per aiutare imprenditori, lavoratori e famiglie e poterci rialzare" da questa crisi. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi di Maio al Tg1 parlando della crisi determinata dal coronavirus. "Bene Conte all'Ue, pronti a fare da soli"