Adolfo Urso (Ansa)
Adolfo Urso (Ansa)

Roma, 9 giugno 2021 - Adolfo Urso è il nuovo presidente del Copasir. Il senatore di Fratelli d'Italia è stato eletto con 7 voti (ne servivano sei) e una scheda bianca. A suo favore si sono espressi i tre membri del M5s (Federica Dieni, Maurizio Cattoi e Francesco Castiello), i due di Forza Italia (Claudio Fazzone ed Elio Vito) e quello di Italia Viva (Ernesto Magorno). 

Assenti i due parlamentari della Lega, l'ex presidente Raffaele Volpi e Paolo Arrigoni, che si erano dimessi nelle settimane scorse. Questa mattina il leader della Carroccio, Matteo Salvini, aveva detto che "l'attuale Copasir non risponde ai criteri di legge previsti dalla legge" e che "può andare avanti anche senza il nostro contributo". "Non è un problema di partito, io auguro buon lavoro a chiunque verrà nominato presidente ma a differenza di altri che si dimettono solo sulla carta quando la Lega annuncia dimissioni per motivi di principio, legati a norme di legge non rispettate, le mantiene", aveva aggiunto.

I lavori del Comitato di controllo dei servizi italiani erano fermi praticamente dall'avvento del governo Draghi. Da quando cioè la Lega è entrata a far parte della maggioranza di governo: il Copasir invece, per prassi, è assegnato sempre a un membro dell'opposizione. La Lega però fino a oggi aveva mantenuto l'incarico, rievocando il precedente di Massimo D'Alema, anche lui inizialmente all'opposizione ma poi passato in maggioranza con il governo Monti.

Chi è Adolfo Urso

Padovano di nascita, vissuto in Sicilia, il 63enne Adolfo Urso è senatore di Fd'I dal 2018. Presidente dell'associazione 'Farefuturo', è stato tra i fondatori di Alleanza Nazionale, divenendo membro dell'Assemblea nazionale costituente del nuovo partito voluto da Fini, tenutasi a Fiuggi il 22 gennaio 1995. L'anno successivo arriva in Parlamento. Poi incarichi di governo nel secondo e nel terzo esecutivo Berlusconi: diviene viceministro alle Attività Produttive, con delega al Commercio estero. Urso ricandidato nelle liste del 'Popolo della Libertà' alle elezioni del 2008, viene nominato nel quarto governo Berlusconi sottosegretario per lo sviluppo economico e, dal 2009, viceministro con la delega al Commercio estero.

Dopo la rottura tra Berlusconi e Fini, Urso si sposta con 'Futuro e Libertà', ponendosi come uomo del dialogo con l'ex leader Berlusconi. Arrivano le dimissioni dall'esecutivo a fine 2010, e l'allontamento da Fli, per divergenze politiche. Ad aprile 2011 Urso fonda l'associazione Fareitalia, alla quale aderiscono 50 tra parlamentari e consiglieri regionali. La fondazione si propone come obiettivo di "creare le condizioni culturali e politiche per la nascita di un nuovo centrodestra che sia davvero liberale e solidale, moderno ed europeo, nel quadro di un bipolarismo maturo". Alle politiche del febbraio 2013 Urso non viene candidato dal Pdl, uscendo dal parlamento. In quell'anno fonda la società di consulenza 'Italy World Services', che si occupa di internazionalizzazione delle imprese e promozione del made in Italy nel mondo, impresa che lavora anche in Iran. Rapporti con Teheran che, nelle scorse settimane, durante lo scontro per il Copasir, sono stati ricordati da Salvini e dai leghisti, adombrando presunti legami con la repubblica islamica.

Urso era già stato vice presidente del Copasir. A lui sono giunte le congratulazioni e l'augurio di buon lavoro da parte di Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia. Urso si è intanto dimesso dagli incarichi operativi all'interno del partito.