Roma, 4 febbraio 2021 - Sono da poco passate le 13:30 di oggi quando Giuseppe Conte rompe il silenzio, davanti au tavolino sistemato fuori da Palazzo Chigi. Dichiarazioni attese e da molti viste come crocevia verso la nascita del Governo Draghi. Per cui, dal presidente del Consiglio uscente, arriva subito un chiaro endorsement: non è né sarà lui l'ostacolo per il premier incaricato. Parole per cui il Colle esprime ufficialmente "apprezzamento". Il giurista pugliese auspica un "governo politico che sia solido" e si rivolge direttamente al Movimento 5 Stelle: "Io per voi ci sono e ci sarò sempre", assicura. 

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M5s e Draghi

La palla passa ora ai pentastellati che, riferiscono fonti parlamentari, restano spaccati. Soprattutto al Senato dove un'ipotetica maggioranza giallorossa pro Draghi ha i numeri più risicati. Rimane ampio il fronte di chi non vuole scendere dalle barricate. Ma, nel complesso, le posizioni si stanno ammorbidendo. Autorevoli voci ufficiali confermano l'orientamento emerso dopo la riunione di ieri sera: dall'arrocco si sta passando all'ascolto. La reazione di pancia ha lasciato spazio all'atteggiamento di apertura. La linea è: se passa l'esecutivo politico, si può fare. Anche con Draghi premier. Una tendenza che trova riscontro nelle parole di Virginia Raggi, sindaco di Roma che poco prima dell'intervento del premier uscente ha lanciato un appello a "rompere gli schemi" e a dialogare con l'ex governatore della Bce. L'ago della bilancia potrebbe risultare proprio Conte che diventerebbe garante degli equilibri e nuovo leader della forza politica pentastellata, un ruolo paragonabilie a quello che aveva fino a poco tempo fa, Beppe Grillo, con il quale il giurista pugliese si è sentito diverse volte in questi giorni. E dal confronto è stata partorita la nuova linea di apertura al governo, se politico. Tanto da far sbottare qualche esponente pentastellato: "Beppe cambia idea continuamente, prima no Draghi, poi forse... la situazione è complicata", si sfogano alcuni. Ma il dado sembra tratto: quella di Conte sarà una vera e propria discesa in campo, con l'ex premier che potrebbe assumere ruoli di primo piano nella nuova squadra pentastellata che andrà a delinarsi nelle prossime settimana. 

Le parole di Conte

"Ieri ho incontrato il presidente neo incaricato Mario Draghi, è stato un colloquio lungo e molto aperto al termine del quale gli ho fatto gli auguri di buon lavoro", svela Conte. In queste ore qualcuno mi descrive come un ostacolo alla formazione del nuovo governo, evidentemente non mi conosce o è in mala fede: i sabotatori vanno cercati altrove", aggiunge. 

"Ho sempre lavorato e lavorerò per il bene del paese e perché si possa formare un nuovo governo per risolvere le urgenze sul piano sanitario, economico e sociale", dice ancora. "Desidero ringraziare il presidente Mattarella è stato un prezioso interlocutore negli anni dei miei mandati sia per quanto riguarda i rapporti istituzionali che personali. Desidero ringraziare tutti gli amici della coalizione che hanno lealmente collaborato per realizzare il nostro progetto politico".

Quindi auspica "un governo politico che sia solido e che abbia quella sufficente coesione per poter operare scelte eminentemente politiche perché le urgenze del paese richiedono scelte politiche e non possono essere affidate a squadre di tecnici".

Si rivolge poi direttamente "agli amici del Movimento", che in queste ore sta animatamente discutendo su come posizionarsi rispetto a Draghi: "Io ci sono e ci sarò". Quindi un passaggio in cui lascia intendere chiaramente di non volersi ritirare dalla politica: "Agli amici di Pd e Leu dico che dobbiamo continuare a lavorare insieme perchè il nostro progetto politico, che ho sintetizzato nella formula 'Alleanza per lo sviluppo sostenibile'". Un progetto "forte concreto, che ha già dato buoni frutti. Dobbiamo perseguirlo perchè offre una prospettiva reale di modernizzare il nostro Paese".

Di Maio e Crimi

Immediato il plasuo di Di Maio: "Lo ringrazio profondamente per le sue parole, per la responsabilità istituzionale mostrata ancora una volta, in un momento di grande difficoltà per il Paese. Condivido pienamente la necessità di un forte impulso politico nel governo che andrà a formarsi. Il Movimento gli è riconoscente e continuerà ad essere protagonista anche grazie a lui". Il ministro degli Esteri in precedenza aveva detto che ascoltare Draghi era un "dovere".

Mette i puntini sulle i il capo politico del Movimento, Vito Crimi. "Sento già qualcuno appellarsi al presidente incaricato affinché tolga il reddito di cittadinanza, una misura che in questi mesi ha anche fatto da scudo al rischio di tensioni sociali", dice.  "Sabato prossimo andremo alle consultazioni con il presidente incaricato. Ascolteremo attentamente quanto avrà da dirci e porteremo al tavolo il M5s con la sua storia, le sue battaglie e le sue visioni", aggiunge. "E, chiaramente, fra queste il reddito di cittadinanza è uno dei punti fermi. Perché, oggi più di ieri, nessuno deve rimanere indietro", conclude.

"Come sempre, il presidente Conte ha mostrato stile e senso delle istituzioni - dice Giuseppe Brescia, deputato M5s e presidente della commissione Affari Costituzionali -. Una bella lezione per chi lo credeva morto politicamente e una risorsa per il MoVimento 5 Stelle". E si allinea a Di Maio: "Serve un esecutivo politico e bisogna lavorare a un'alleanza per lo sviluppo sostenibile".

"'Agli amici del #MoVimento5Stelle dico: io ci sono e ci sarò' Ha detto così il Presidente Giuseppe Conte, e a me basta così", scrive su Twitter la deputata del M5S Giulia Grillo.