Giuseppe Conte durante la diretta Facebook (ANSA)
Giuseppe Conte durante la diretta Facebook (ANSA)

In venti minuti di discorso in diretta Facebook Giuseppe Conte si prende in mano in Movimento Cinquestelle. Anzi, il “neo-movimento“, come lo ha definito più volte, enfatizzando proprio il “neo“. E lo fa gettando alle ortiche dieci anni di predicazione grillina, contraddicendo cioé tutti i capisaldi di quella narrazione che avevano portato il partito del vaffa al 33 per cento delle politiche 2018.

Tutto cambia, tutto è rinnegato: dal non-statuto, all’uno-vale-uno, al partito liquido, alla neutralità delle rete, alla prevalenza della democrazia diretta su quella “reale“, al dogma di Rousseau. Niente sarà come prima. Nel neo-movimento di Conte tutto questo non ci sarà più. Una sconfitta? Per niente, perché almeno nelle intenzioni il discorso dell’ex premier (seguito a distanza e quindi “benedetto“ da Beppe Grillo) ha il merito di riprendere i capisaldi dell’iniziale predicazione grillina (l’ecologia, la giustizia sociale e civile, l’equità, l’innovazione tecnologica) e di aggiornarli a quanto accaduto al movimento nell’ultimo periodo, all’evoluzione che l’esperienza governativa ha imposto, e soprattutto a dare una certa "sistematizzazione" al caos cinquestelle.

Dopo il discorso di Conte l’impressione è quella di un movimento con un capo, una politica e un orizzonte chiaro, in luogo della "supernova" di emozioni, ambizioni, suggestioni precedenti. Un percorso che potrà creare non pochi dispiaceri al Pd. Inutile nasconderlo, per come si sono messe le cose, Pd e Cinquestelle finiranno per contendersi almeno una parte di spazio politico. Con un Movimento Cinquestelle allo sbando il Pd avrebbe avuto gioco facile. L’ingresso di Conte, se i Cinquestelle avranno l’intelligenza di coglierne la novità non ostacolandone il percorso, non potrà che rendere la partita di Letta molto più complicata.