Il premier Giuseppe Conte (Ansa)
Il premier Giuseppe Conte (Ansa)

Roma, 15 maggio 2019 - Il nodo Iva continua a tenere sulle spine il governo e milioni di italiani. "Evitare l'aumento non sarà semplice", dice in mattinata il premier Giuseppe Conte a margine dell'assemblea di Rete Imprese Italia. "Mi rifiuto di alzarla anche solo di un centesimo", ribatte a stretto giro il vicepremier Matteo Salvini. Parole che portano quindi alla precisazione del presidente del Consiglio: "Nessun dubbio, l'Iva non aumenterà. Ho detto semplicemente che ci stiamo lavorando". 

CONTE SULL'IVA - "Evitare l'aumento dell'Iva non sarà un'impresa facile: non sono qui a dire che sarà semplice'', era stata la prima dichiarazione di Conte a proposito dell'imposta sul valore aggiunto e dello spettro rincaro. "Stiamo lavorando a un'operazione profonda di spending review e potenziando il nostro sistema di contrasto all'evasione fiscale'', ha spiegato il premier, definendo il fenomeno "una piaga" per il Paese. 

"Un'ulteriore priorità su cui ci siamo concentrati è la riduzione del carico fiscale per le imprese: abbiamo già compiuto qualche passo importante - ha aggiunto poi Conte - come l'introduzione, in legge di Bilancio, della Flat tax al 15% per le partite Iva fino a 65mila euro di ricavi, sin dal 2019, e al 20% per piccole imprese e autonomi con redditi tra 65mila e 100mila euro di ricavi dal 2020. Gli effetti si iniziano a misurare: nei soli primi tre mesi di quest'anno, sono state aperte oltre 196mila nuove partite Iva, di cui oltre la metà ha aderito al regime forfettario. 

SALVINI - Non è tardata ad arrivare la risposta di Salvini: "Mi rifiuto di aumentare l'Iva anche di un solo centesimo: prima va riformato il sistema fiscale. Bisogna avere coraggio e io non mi rassegno", ha detto il leader della Lega, che è poi tornato sull'argomento del deficit/Pil: "Il vincolo del 3%? Non sono al governo per crescere dello 0,3%. Servono scelte coraggiose, non irresponsabili. Non lo dico perché ci sono le Europee: bisogna osare. Faremo tutto e subito? No. Abbiamo fatto degli errori? Sì". Il vicepremier ha poi commentato l'alzamento dello spread: "Preoccupato per l'impatto sullo spread delle parole sui vincoli europei? No, assolutamente, perché prima viene il diritto al lavoro, alla vita ed alla salute degli italiani. Voglio dare lavoro agli italiani: se ci sono regole europee che stanno affamando un continente e portando precarietà, disoccupazione e povertà come fosse normale, vanno cambiate. Rivedere questa gabbia europea non è un diritto, ma un dovere".
 


LA PRECISAZIONE DI CONTE - "Non ho mai messo in discussione, in tutte le mie dichiarazioni, il fatto che noi eviteremo l'aumento dell'Iva", ha precisato quindi, in un secondo momento, il premier Conte a Frascati, prima della partenza della quinta tappa del Giro d'Italia 2019. "Ho anche spiegato come e perché - ha aggiunto -: abbiamo un programma di spending review, una riorganizzazione delle tax expenditure, che sono una babele, e contiamo di recuperare risorse dalla lotta all'evasione". Nessun dubbio, quindi, sull'obiettivo finale del presidente del Consiglio: "Stiamo lavorando - ha ribadito il capo del governo -. Ho detto semplicemente che ci stiamo lavorando, ma sul risultato di evitare l'aumento dell'Iva non c'è nessun dubbio".

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