Giuseppe Conte e Vito Crimi (Imagoeconomica)
Giuseppe Conte e Vito Crimi (Imagoeconomica)

Roma, 30 giugno 2021 - Il giorno dopo il 'vaffa che Beppe Grillo ha indirizzato a Giuseppe Conte, il Movimento 5 Stelle è sempre più nel caos. Conte replica all'Elevato ("svolta autarchica"), il reggente Crimi adombra addirittura la sua uscita dal M5S. Per tutta la mattina si parla di una sua telefonata di fuoco con Grillo. E il garante interviene a fine giornata: "Ho agito come dovevo agire - controbatte in un video nel suo blog -: con il mio cuore, con la mia anima e con la mia intelligenza. Non sono il padre-padrone del Movimento". 

Grillo si arrocca e licenzia Conte - di PF De Robertis

Sommario: la giornata

Movimento nel caos

Vortici di telefonate, capannelli di parlamentari, indiscrezioni che si succedono sui display dei telefonini, come quella - mai confermta da fonti ufficiali - di una telefonata di fuoco tra Vito Crimi e Beppe Grillo questa mattina prima della pubblicazione del post da parte del reggente. M5s si prepara così all'assemblea dei deputati di questa sera, che sarà gestita dal capogruppo alla Camera Davide Crippa. Difficile la presenza di Crimi, assente anche ad una videocall organizzata questa mattina dai senatori pentastellati. Mentre a Montecitorio si discute già della possibile scissione

Grillo

"È un Movimento che permette ad un professore di diventare presidente del Consiglio". Beppe Grillo in un video pubblicato sul suo blog ripercorre quanto accaduto. "Io sono venuto giù a farvi qualche battuta, lui si è offeso non lo so, ma sono battute - ha aggiunto il garante M5s riferendosi ai deputati che incontrò la scorsa settimana alla Camera -. Forse è la mia disgrazia...Il giorno dopo mi ha fatto una telefonata tempestosa, io ho detto 'ci siamo quasi e facciamolo vedere sto statuto', lui ha detto 'non ti rispondo più, ti risponderò in conferenza stampa'. La conferenza stampa l'avete vista. Lui si è staccato".

Il garante M5s conclude richiamando all'unità: "Il Movimento cambia e doveva cambiare con lui, forse era la persona più adatta e forse, magari, non lo è. Vi abbraccio tutti. Stiamo uniti se possiamo e se poi qualcuno vuol fare una scelta diversa la farà in tutta coscienza". 

Conte: "Svolta autarchica"

In mattinata Giuseppe Conte esce di casa per andare a giocare a tennis e si lascia scappare una battuta veloce che però pesa: "Questa svolta autarchica credo sia una mortificazione per un'intera comunità, che io ho conosciuto bene e ho apprezzato, di ragazze e ragazzi, persone adulte, che hanno creduto in certi ideali. È una grande mortificazione per tutti loro". L'avvocato pugliese, intercettato dai cronisti, parla di una "delusione, ma non solo per me" e all'intervistatore che gli chiede se va a vanti, risposne: "Mai indietro".

E poi, in serata, in risposta al video di Grillo: "Ho agito sempre in trasparenza - dichiara -. Sono pronto a pubblicare lo scambio di mail che ho avuto con Grillo se lui mi autorizza". "Ho sempre rispettato e continuerò a rispettare Beppe Grillo - aggiunge - ma non dica falsità sul mio conto". 

image

Crimi: "No su Rousseau"

Il posto dell'altro giorno di Beppe Grillo, che ha di fatto seppellito la leadership dell'ex presidente del conisglio e ha fatto rientrare la piattaforma Rousseau non è stata diferita da una fetta consistente del Movimento. Questa mattina è il reggente Vito Crimi a esprimersi con nettezza a proposito del voto sulla piattaforma di Casaleggio per il comitato direttivo. Crimi affida il suo pensiero a un post su Facebook, parole chiare e dure nei confrinti dell'Elevato. "Grillo ha indetto la votazione del comitato direttivo impedendo una discussione e una valutazione della proposta di riorganizzazione e di rilancio del MoVimento 5 Stelle alla quale Giuseppe Conte ha lavorato negli ultimi mesi, su richiesta dello stesso Beppe". Poi è chiarissmo nel rispedire al Garante la votazione su Rousseau: "Pur rientrando fra le sue facoltà indire la votazione, non concordo con la sua decisione. Il voto, tuttavia, non potrà avvenire sulla piattaforma Rousseau, poiché questa è inibita al trattamento dei dati degliiscritti al MoVimento. Inoltre, consentire ciò violerebbe quanto disposto dal Garante della Privacy".

Poi dice: "Gli avvenimenti di questi giorni, in particolare delle ultime ore, mi inducono ad una profonda riflessione sul mio ruolo nel Comitato di Garanzia e sulla mia permanenza nel Movimento".

Ultimatum di Grillo a Crimi

Non tarda ad arrivare la replica di Beppe Grillo che nel pomeriggio scrive su Facebook un post indirizzato direttamente a Vito Crimi. Un lungo post con toni da ultimatum: "Ti invito ad autorizzare, entro e non oltre le prossime 24 ore, la Piattaforma Rousseau al trattamento dei dati, come espressamente consentito dal provvedimento del garante della privacy e come rientrante nei poteri del titolare del trattamento. Nel caso, invece, in cui decidessi di utilizzare subito la nuova piattaforma - prosegue Grillo -, sarai ritenuto direttamente e personalmente responsabile per ogni conseguenza dannosa dovesse occorrere al MoVimento (azioni di annullamento voto, azioni risarcitorie …) per le scelte contrarie allo statuto che dovessi operare".

Cancelleri: "Non so se resto"

Stupito della piega che hanno presdo gli eventi anche il sottosegretario ai Trasporti, Giancarlo Cancelleri che si dice "perplesso dal punto di vista politico" e e afferma che si sta interrogando se "poer fare ancora parte" del Movimento.

Appendino: "Amareggiata"

La sindaca di Torino, Chiara Appendino, prende posizione, si dice "amareggiata" e definisce Conte "la persona giusta". Per Appendino "abbiamo perso una grandissima occasione e che ora faremo tutte le nostre valutazioni, io certamente farò le mie personali. Credo ci sia molto sgomento anche alla base del Movimento, attivisti e persone che hanno vissuto tutto il percorso come me sono spaesate".

Di Battista: "Votare su governo Draghi"

Si fa sentire anche Alessandro Di Battista. "Credo - scrive Dibba - che a fronte di questi 4 mesi tragici nei quali chi ha vinto le elezioni del 2018 è risultato politicamente inconsistente, sarebbe doverosa una votazione sulla permanenza o meno del M5S nel governo dell'assembramento. Perché errare humanum est, perseverare è draghiano".

Lombardi: "Stop diktat o mi dimetto"

Roberta Lombardi, assessora regionale del Lazio e membro del comitato di garanzia del Movimento 5 stelle, ha scritto un lungo post su Facebook: "Non posso prestarmi a quest'operazione di imposizione dall'alto, di un dietrofront inspiegabile agli occhi delle persone normali che ci osservano e pretendono dal partito di maggioranza relativa in Parlamento ancora maggiore serietà. Ho sempre confidato nella capacità di dialogo e lungimiranza che anche nei momenti più bui della nostra storia ci ha sempre permesso di trovare la sintesi. Se stavolta non fosse possibile dovrò dare le mie dimissioni con effetto immediato da membro del comitato di garanzia e riconsiderare la mia permanenza nel M5s". E rispetto al post di Grillo, Lombardi lo definisce "una presa in giro".