Beppe Grillo
Beppe Grillo

Comunque finirà, è già finita. Anche se Beppe Grillo e Giuseppe Conte dovessero trovare un modo per rabberciare la situazione e uscire da questa impasse nella quale si sono cacciati, ma si tratterà in ogni caso di un riappacifamento di facciata. Quando si mettono di mezzo gli avvocati (non nel senso di Conte) per stabilire i modi di rapportarsi, si sostituisce la fiducia ai commi scritti in uno statuto, quando si inizia a parlare di un "noi" e un "loro" significa che il fossato scavato è diventato troppo profondo. Lo specchio rotto non si rincolla più. La diffidenza reciproca ha iniziato a inquinare il rapporto e non sarà una pace del momento magari influenzata da mutue convenienze a cambiare la situazione. 
D’altra parte non poteva accadere che questo. Il Movimento 5 Stelle è un partito personale, e come in tutti i partiti personali a comandare è uno solo. Se il potere passerà di mano, non sarà certo per gentile concessione di qualcuno ma perché chi arriva se lo è preso. Non era il caso di Conte, cooptato dall’alto. La politica è una questione di forza, e vale solo quello che si è conquistato. I regali stanno a zero. Che Conte rientri all'ovile o sancisca ufficialmente il divorzio a questo punto il legame tra l'ex avvocato del popolo e i 5S sono interrotti. Bisognerà capire quali ne saranno le conseguenze.