Roma, 20 settempre 2019 - Passi la foto assieme. Ma un brivido deve essere corso lungo la schiena di Giuseppe Conte quando è arrivata la benedizione di Massimo D’Alema: "Mi fido di lui". Proviene da un leader troppo discusso perché non suoni come un’arma a doppio taglio. Ma questo è niente, per il premier, rispetto ai cavalloni che si stanno abbattendo sul suo governo. Dal palco della festa di Articolo1 – prima tappa di un mini tour da neoleader – replica come può alle difficoltà: la prima ha il volto di Matteo Renzi, problema che non sottovaluta benché avverta: "Malgrado tutto, il governo è sostenibile".

FOCUS / Di Maio: "Io il più scettico sul Pd"

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Fosse solo questo: la sortita di Alessandro Di Battista anti-democratici denota la nascita di una opposizione interna dentro M5s. "Io mi fido, il Pd è responsabile", replica all’affondo del frontman grillino. Il guaio più grosso, però, è l’immigrazione. Non è un segreto che questo tema abbia fatto la fortuna elettorale di Salvini. Si può dunque immaginare con quanta gioia Conte abbia registrato l’impennata degli sbarchi: "Non vedo le Ong come nemici, ma i confini vanno controllati".

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Di fronte a una platea di sinistra, cerca di calibrare i toni ("porti chiusi-porti aperti è una formula riduttiva"), rimarcando il cambio di passo con la Ue: "Prima passavo i fine settimana a chiedere cortesie personali, oggi chiedo una cortesia di sistema e la redistribuzione viene assicurata subito". In un quadro funestato dal peggioramento delle stime di crescita, si abbatte il sondaggio presentato ad Agorà secondo cui la Lega e il suo leader sono in cima alle preferenze degli italiani. Almeno su un punto, il premier, va liscio: i rapporti con Matteo Salvini. "Il mio ‘no’ a governare con lui vale all’infinito. Non l’ho più sentito, né mi pare necessario. Faccia il suo lavoro, io il mio". La replica non si fa attendere: "L’allenatore dell’Inter è l’unico Conte degno di rispetto che conosco".