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13 gen 2022

Conclave-Quirinale, affinità elettive. La fumata bianca come un miracolo

Le elezioni del Papa e del Presidente si rassomigliano: trame, alleanze e influenze. E i segreti del potere

13 gen 2022
lucetta scaraffia
Politica

Mentre fervono le battaglie per l’elezione del capo dello Stato, si moltiplicano gli elenchi, sempre molto elogiativi, dei presidenti del passato: sono presentati come senza macchia anche quelli che hanno dovuto affrontare tempeste personali non indifferenti, come Leone e Cossiga. Ma questo elenco serve non tanto a costruire un identikit del nuovo presidente, che deve essere degno di tanti predecessori, in apparenza esenti da errori, quanto soprattutto per rafforzare l’idea che gli italiani, pure così litigiosi, sappiano sempre scegliere bene la carica più alta dello stato. Alla felice riuscita dell’elezione si aggiunge poi la "grazia di stato" che suggerirebbe all’eletto come comportarsi in ogni occasione. Comunque, vuoi perché il Quirinale è stato per secoli residenza dei papi, vuoi perché vi si sono svolti quattro conclavi dal 1823 al 1846, tutto questo somiglia da vicino all’elezione di un nuovo papa. Si vorrebbe infatti che anche i papi siano stati tutti buoni, tutti bravi, alcuni – in numero sempre crescente – addirittura santi. Le controversie alimentate durante il pontificato vengono dimenticate, la chiesa celebra sé stessa – nella figura ovviamente del corpo elettorale, il collegio cardinalizio – confermando che ogni volta si è scelto bene, se non benissimo. Per di più, la "grazia di stato" qui prende addirittura il volto dello Spirito santo, certo una grande garanzia. Nessuno invece osa avanzare l’ipotesi che la buona, se non ottima stampa che sostiene entrambe le figure – il papa e il presidente italiano – è anche consigliata, o per meglio dire assicurata, dal grande potere che entrambe assommano nelle loro mani. Non sono però queste le uniche somiglianze che si possono riscontrare fra l’elezione del pontefice e quella del presidente. La tentazione di minare la carriera degli avversari utilizzando i tribunali ha radici antiche: non solo nel 1559 una bolla di Paolo IV esclude ...

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