Roberto Gualtieri, candidato Pd a Roma
Roberto Gualtieri, candidato Pd a Roma

Roma, 10 maggio 2021 - C’è poco da dire, si fa fatica a dar torto a Carlo Calenda quando spiega che il "Pd si è fatto scegliere il candidato per il Campidoglio dai Cinquestelle". Dopo due mesi a cercare di stoppare la candidatura di Roberto Gualtieri evidentemente giudicata inadeguata e a fare la corte a Nicola Zingaretti, il Nazareno prende atto che il M5S non vuole Zinga e ripiega sul piano B, un tecnocrate europeista non troppo conosciuto dal grande pubblico.

Al momento del suo insediamento Enrico Letta spiegò di voler far uscire il Pd dalla ztl, con Gualtieri pare non aver ottenuto il risultato sperato. A Torbellamonaca o Torvaianica, quelle periferie in cui si decide il voto, Gualtieri non sanno neppure chi sia. In sostanza una mezza debacle, se si aggiunge che dall’alleanza con i Cinquestelle passa quel "campo largo" alla base della politica delle alleanze dei dem.

Il Pd è riuscito nel miracolo di essersi consegnato in una posizione minoritaria non tanto ai Cinquestelle, quanto alla parte dei Cinquestelle che in questo momento è sotto schiaffo dell’ala che tra i grillini sta dettando la linea, quella di Casaleggio. L’uomo che nello scontro fratricida nel movimento mostra di avere il pallino in mano: ha l’elenco degli iscritti, ha la piattaforma dove per statuto si devono svolgere le consultazioni interne, tiene per la collottola l’eterno leader in pectore Giuseppe Conte. E’ bastato che la Raggi dicesse a Conte "se non mi appoggi vado con Casaleggio" che per proprietà transitiva la candidatura di Zingaretti è andata a farsi benedire. La morale: il Pd si è fidato della bad company dei grillini, questi i risultati.