Come sta la premier. Problemi all’orecchio: costretta a letto e al buio: "Ma sto già guarendo"

Meloni è stata colpita da una sindrome otolitica con nausea e vertigini. Il malanno reso noto in replica alle illazioni sul rinvio dell’incontro con la stampa.

Come sta la premier. Problemi all’orecchio: costretta a letto e al buio: "Ma sto già guarendo"
Come sta la premier. Problemi all’orecchio: costretta a letto e al buio: "Ma sto già guarendo"

"Otoliti, otoliti". Fino a ieri si contavano quelli che conoscevano la parola. Oggi, almeno nei palazzi del potere e nelle redazioni, la ripetono tutti. Merito – o colpa, dipende dai punti di vista – di Giorgia Meloni: l’indisposizione che l’ha portata a saltare appuntamenti importanti è legata a questi piccoli sassolini di calcio presenti sulle cellule che rivestono l’orecchio interno. Incalzata dalle accuse di chi, dietro il secondo rinvio della conferenza stampa di fine anno, vedeva del torbido ci leggeva cioè la sua fobia per gli incontri con i giornalisti soprattutto nei momenti caldi, la premier ha deciso di rendere pubblici i dettagli sul suo stato di salute. E di dare appuntamento a tutti per il 4 gennaio. "Farà quattro ore di conferenza e risponderà a tutte le domande", assicura il fido Giovanni Donzelli.

Di buon mattino, Palazzo Chigi ha messo in piazza il bollettino: è stata colpita da una sindrome otolitica (nome scientifico: vertigine posizionale parossistica benigna) causata dal distacco degli otoliti dalla loro posizione. Di qui la nausea, vomito, giramenti di testa che le hanno reso impossibile stare in piedi dopo Natale. Né Covid né labirintite: a certificarlo il medico specialista che mercoledì sera è andato a casa sua e l’ha visitata. Niente di grave – assicurano nello staff – solo un gran fastidio, che l’ha costretta a letto e al buio per un giorno e mezzo. L’otorino, con la manovra indicata in questi casi, ha rimesso i colpevoli (ovvero gli otoliti) al loro posto e, per un surplus di precauzione, le ha fatto indossare un collare per impedirle movimenti bruschi del collo.

Detto, fatto: di buon mattino Giorgia fa sapere ai suoi collaboratori di "sentirsi sulla via della guarigione". Conferma anche Antonio Tajani: "L’ho sentita: sta meglio". Tanto ringalluzzita da ipotizzare di fare la conferenza oggi, "magari in video collegamento". Troppo complicato, la replica. Ancor peggio metterla domani, come ha proposto in subordine la premier per chiudere il caso, con la Camera semichiusa per il week-end di san Silvestro. Calendario alla mano, il primo giorno disponibile è il 4 gennaio, che viene cerchiato di rosso: il prossimo giovedì alle undici la presidente del Consiglio si presenterà nell’aula dei gruppi parlamentari, a Montecitorio, per il tradizionale botta e risposta con i giornalisti. Il giorno dopo la conferenza dei comitati di redazione convocata dalla Federazione nazionale della stampa per ragionare sull’eventualità di uno sciopero contro la cosiddetta legge bavaglio.

Tutto risolto? Fino a un certo punto: rimessi a posto gli otoliti almeno per il momento – le cause del disturbo possono essere varie ma, dicono gli esperti, può ritornare – restano alcuni sassolini nelle scarpe che Giorgia si vuole togliere. Chi la frequenta, racconta che non le sono andati giù certi colpi bassi, certe insinuazioni, certi articoli che mettevano in dubbio la sua malattia. Facendo notare che Natale lo aveva trascorso a Milano, a casa dei genitori dell’ex compagno Andrea Giambruno e il 25 era tornata a Roma in volo con la figlia Ginevra. Segno che – sottolineavano i maligni – era guarita dall’influenza che l’aveva colpito dopo la kermesse di Atreju. E dunque, vista "la sua propensione per la comunicazione univoca" avrebbe scelto di rinviare di nuovo la conferenza per evitare di essere incalzata su temi scomodi, dal Patto di stabilità al Mes. A meno di ripensamenti dell’ultima ora, è assai probabile che userà l’appuntamento per mettere alcuni puntini sulle "i".