Rosalba De Giorgi, M5s (LaPresse)
Rosalba De Giorgi, M5s (LaPresse)

Roma, 2 aprile 2019 - Sì unanime dell'Aula della Camera all'istituzione del reato di revenge porn, o porno vendetta. L'emendamento della commissione al ddl sul codice rosso è stato approvato con 461 voti a favore e nessun contrario. La scorsa settimana Montecitorio si era arenata sulla proposta di Forza Italia. L'esito del voto è stato accolto da un applauso, con i deputati Fi e Pd tutti in piedi a battere le mani. Anche M5S esulta: "Portiamo in Aula un emendamento della Commissione presentato dalla relatrice Stefania Ascari e condiviso da tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione. Felici per aver trovato questa intesa", scrive in una nota la presidente della Commissione Giustizia alla Camera, Francesca Businarolo.

Insomma, pace fatta dopo le scintille della settimana scorsa tra Lega e M5S (con tanto di 'rivolta delle deputate' - VIDEO). E alla fine di un sotterraneo braccio di ferro con i 5 stelle, la Lega ha deciso di ritirare l'emendamento sulla castrazione chimica, vecchio pallino di Salvini, per non bloccare il ddl Codice rosso. 

Carcere fino a 6 anni, multa fino a 15mila euro

REVENGE PORN, ECCO IL TESTO - Il testo prevede che chiunque invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5000 a 15000 euro
La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o il video, li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento.

La pena è aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da una persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici. 
La pena viene poi aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza. Il delitto viene punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela e di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. 

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LE REAZIONI - "È una vittoria delle opposizioni", esulta Laura Boldrini, mentre Federica Zanella di Forza Italia puntualizza che il testo riprende quello a sua firma "aggiungendo il reato di divulgazione e l'aumento di pena per le condotte realizzate ai danni di disabili". 

CONTE: "BELLA TESTIMONIANZA " - "Nei giorni scorsi avevo auspicato che tutti i Parlamentari - donne e uomini, di maggioranza e di opposizione - potessero ritrovarsi uniti nel votare a favore di un testo che punisce il 'revenge porn': la diffusione di video e immagini a contenuto sessualmente esplicito, senza il consenso della persona interessata. Si è appena conclusa la votazione alla Camera dei Deputati: 461 voti favorevoli, nessun voto contrario. Bella testimonianza da parte di una nostra fondamentale istituzione". Così su Facebook il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

CASTRAZIONE CHIMICA - La Lega ha ritirato l'emendamento sulla castrazione chimica per chi compie violenze sessuali. Lo ha annunciato il ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno parlando con i giornalisti a Montecitorio. "Il Movimento 5 Stelle non vuole condividere questa idea che la Lega porta avanti da tempo e siccome non vogliamo bloccare il Codice Rosso - ha spiegato il ministro - siamo quindi pronti a mettere da parte questa indicazione normativa".

SALVINI: "NE PARLEREMO PIU' AVANTI" - "Oggi è una giornata troppo bella, troppo importante per le donne per perderla in polemiche su emendamenti e litigi. Uno stupratore non solo va incarcerato ma va curato. Andremo avanti ma ne parleremo più avanti". Lo dice il vicepremier Matteo Salvini, rispondendo alle domande dei giornalisti alla Camera. "Proprio oggi abbiamo presentato una proposta di legge sulla commissione d'inchiesta sulle case famiglia", aggiunge. 

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Lucia Annibali: "Salvini fa solo propaganda"

TELEFONO ROSSO, LUCIA ANNIBILI ANTI-SALVINI - A margine, la polemica. Al ministro dell'Interno Matteo Salvini, che dalla Sardegna annuncia: "Vogliamo creare un telefono rosso che permetta alle donne di denunciare e di essere ascoltate e protette", rispondono le esponenti dem Lucia Annibali e Alessia Rotta.
"Con l'annuncio della creazione del telefono rosso ancora una volta il vicepremier Salvini mostra di non sapere di cosa parla e di utilizzare le donne solo per fare propaganda - si scalda la Annibali - Salvini vuole creare qualcosa che già esiste. Il 1522, numero nazionale antiviolenza è  stato istituito dalla presidenza del Consiglio dei ministri nel 2006 e nel 2013 ha integrato l'assistenza alle vittime di stalking con la legge 38/2009. Il ministro dell'Interno dovrebbe informarsi prima di parlare". 

E Alessia Rotta: "Matteo Salvini non finirà mai di stupirci per la faccia tosta con cui riesce a fare campagna elettorale sulla pelle delle donne. Questa volta è toccato alle vittime di violenza, a cui promette la creazione di un servizio in vigore da anni".