Negozi, supermercati (foto Imagoeconomica)
Negozi, supermercati (foto Imagoeconomica)

Roma, 14 febbraio 2019 - Sulle chiusure di negozi e centri commerciali la domenica la Lega apre al confronto. "Abbiamo bisogno di capire quali possono essere le ricadute sui territori, vogliamo un testo il più aperto possibile al confronto, che tenga conto anche delle richieste delle associazioni di categoria - dice la presidente leghista della commissione Attività produttive della Camera, Barbara Saltamartini -. Quindi, si riaprirà la discussione. Il testo di sintesi presentato si discosta molto dalle sette diverse proposte di legge depositate e il relatore, Andrea Dara, ha chiarito che non è la Bibbia. C'è da parte della maggioranza la volontà di recepire suggerimenti, sia in fase di audizione sia in fase emendativa".

SI RIPARTE CON LE AUDIZIONI - Questa la spiegazione della decisione di accogliere la richiesta presentata delle opposizioni, Pd e Forza Italia, e ripartire con le audizioni delle associazioni di categoria. "Il testo depositato da Dara nella seduta di ieri è una sintesi molto articolata e avanzata delle cinque proposte, che erano molto diverse tra loro: alcune molto restrittive, altre molto ampie", continua Saltamartini. "Il testo, condiviso da Lega e M5s prevede fino a un massimo di 30 aperture: 26 domeniche, più quattro deroghe di festivi. Abbiamo un recinto all'interno del quale muoverci, lo ritengo un passo in avanti politico e spero che, grazie al lavoro di commissione, si possa arrivare in Aula con una condivisione più ampia", aggiunge.

MA IL RELATORE: NESSUNO STOP - Ma Andrea Dara dice che non si tratta di uno stop. Oggi in commissione alla Camera "si è deciso di riaprire le audizioni sul ddl sulle aperture domenicali dei negozi per capire cosa ne pensano le associazioni di categoria, cominceremo a parlarne la settimana prossima", precisa, aggiungendo "non c'è nessuna marcia indietro, le opposizioni - Forza Italia e Pd - sono rimaste spiazzate perché abbiamo dato una deroga ai centri storici e ai negozi di vicinato che rimarranno aperti come oggi, cosa che negli altri testi non c'era, per questo hanno chiesto le audizioni". La modifica sulle aperture domenicali dei negozi "l'abbiamo inserita noi perché le associazioni di categoria che difendono i piccoli esercizi, insieme all'Anci, ci avevano fatto capire che sarebbe stato meglio di lasciar loro la possibilità di restare aperti, l'abbiamo fatto per aiutarli", ha aggiunto il relatore. Il testo incardinato in commissione Attività produttive della Camera "è identico a quello deposito il 31 di gennaio e - come ho detto dall'inizio - è una sintesi di tutte le proposte depositate dalle diverse forze politiche che ci sono in commissione", ha continuato. Le forze di opposizione, Pd e Forza Italia, "hanno chiesto a me e alla presidente di commissione Barbara Saltamartini di poter audire nuovamente la associazioni di categoria".

FORZA ITALIA - "Minor fatturato per la grande e piccola distribuzione, nessun vantaggio per i negozi al dettaglio, minori introiti per i lavoratori, minore libertà per il consumatore - Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia -. Se al governo venisse in mente di commissionare un'analisi costi-benefici sulle chiusure domenicali delle attività commerciali (purché non taroccata come quella sulla Tav) scoprirebbe che la strada che vuole seguire rischia di essere un colpo letale per la nostra economia. Imporre le chiusure domenicali è una scelta liberticida, illiberale e dirigista, tanto più in una contingenza come quella attuale, con un pil vicino allo zero e la stagnazione dei consumi. Una scelta, che porterebbe vantaggi solo al commercio on line e provocherebbe la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro. Imporre le chiusure di negozi e centri commerciali non è una scelta per le famiglie: è una violazione della loro libertà".