Torino, 13 ottobre 2020 - Chiara Appendino non si ricandida a sindaca di Torino. L'avventura all'ombra della Mole della prima cittadina del Movimento 5 Stelle termina con questo mandato: è stata lei stessa a sciogliere le riserve, annunciando alla maggioranza pentastellata del Consiglio comunale l'intenzione di non correre alle prossime elezioni comunali. Una mossa "dolorosa, ma necessaria", spiega.  "Ho deciso di fare un passo di lato: non correrà nuovamente per la carica di sindaca della Città di Torino", ha detto la Appendino. "È una scelta di coerenza", scrive su Facebook. "Mi sono candidata nel 2016 accettando delle regole e facendo della coerenza un faro della mia attività politica e amministrativa", prosegue nel video postato sul social network. "Sono infatti fermamente convinta che la coerenza sia un valore fondante e ad essa continuerà a tener fede".

Tra i motivi che hanno convinto la sindaca a non ricandidarsi, la recente condanna a 6 mesi, in primo grado, per falso ideologico inflitta al processo Ream con l'accusa di un'errata imputazione a bilancio di 5 milioni. "Ho sempre operato nell'esclusivo interesse del Comune, che, al massimo, mi accusano di aver favorito 'ingiustamente' - dice Appendino - per questo farò ricorso in appello ma la condanna, anche se di lieve entità, resta tale". La prima cittadina è ferma sulla sua decisione: "In politica, prima di ogni cosa, bisogna essere coerenti con i propri principi".

"Quando amministri una città immagini in anni, ragioni in mesi e lavori in giorni, perché sai che di giorni non puoi perderne neanche uno", prosegue Appendino. "Ognuno di essi è estremamente prezioso, in ognuno di essi avrai potuto fare qualcosa di più per la tua comunità. Quindi, ancora insieme, andiamo avanti", esorta. "C'è ancora tantissimo lavoro da fare".