Roma, 4 maggio 2019 - Matteo Salvini e Luigi Di Maio divisi anche sulla castrazione chimica. Mentre il leghista tira dritto con la sua campagna per arrivare alla legge contro gli stupratori, l'altro vicepremier accusa: "E' una presa in giro, un fenomeno di distrazione di massa". Dall'opposizione si fa sentire anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, che aggiunge: "E' il metodo del governo di cercare di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dai veri problemi del Paese".

Gli organizzatori della Lega oggi hanno annunciato: "Nella prima giornata di sottoscrizione per la legge che introduce anche in Italia la castrazione chimica sono state oltre 50 mila le firme raccolte dalla Lega nelle piazze di tutta Italia". 

E su Twitter il leader del Carroccio scrive: "Quasi il 60% degli italiani è favorevole alla castrazione chimica per pedofili e stupratori, legge di civiltà in molti Paesi. Oggi e domani la Lega raccoglie le firme nelle piazze di tutta Italia, il Parlamento non potrà più far finta di niente!". 

Il testo della raccolta firme: "Per pedofili e stupratori galera e castrazione chimica! I sottoscritti intendono sostenere la proposta di legge della Lega alla Camera dei Deputati - N. 272 del 23/03/2018", primo firmatario è il sottosegretario all'Interno Nicola Molteni.

Poi Salvini, in occasione di un comizio della Lega a Prato, ribadisce: "In tutte le piazze d'Italia stanno firmando a favore della proposta di legge della Lega per la castrazione chimica contro pedofili e stupratori. Chi mette le mani addosso a una donna o a un bambino merita solo la galera, ma va anche curatore per evitare che molesti altre donne e altri bambini. Su questo non ci fermeremo fin quando non sarà legge dello Stato". 

Ma gli alleati sono di altro avviso, e Di Maio, ad Assemini in Sardegna, smonta la castrazione chimica: "Leggo di sondaggi per cui la castrazione chimica è maggioritaria nel Paese ma non vi hanno detto che deve essere volontaria e che si applica solo ai reati minori, per anni di carcere. E se la raccontiamo così, il Paese la vede come una presa in giro. Parliamo della legge del ministro Bonafede per cui se uno mette le mani addosso ad una donna finisce in galera e non può uscire più senza attenuanti. Io non voglio alimentare dibattiti su un fenomeno di distrazione di massa come la castrazione chimica".

Infine dal Pd alza la voce Zingaretti: "Sono colpito negativamente da questo metodo del governo di cercare di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dai veri problemi del Paese: l'ultima è l'uscita del ministro Salvini sulla castrazione. Così non si parla del lavoro che non c'è, di una produzione industriale in crisi, di una fiducia verso l'Italia che è in calo dentro e fuori il Paese". Il segretario nazionale del Pd, prima di intervenire ad un incontro a Pavia a sostegno della candidatura di Ilaria Cristiani, candidata sindaco del centro sinistra alle elezioni comunali del 26 maggio, dice: "Alla politica della rabbia e dell'odio di Salvini e della Lega noi contrapponiamo una politica che vuole restituire speranza ai cittadini, attraverso investimenti e l'affermazione di valori come crescita, giustizia e sicurezza: quella sicurezza che oggi manca in tanti quartieri delle nostre città".