Armando Siri con Matteo Salvini (Ansa)
Armando Siri con Matteo Salvini (Ansa)

Roma, 23 aprile 2019 - Il Movimento 5 Stelle alza il tiro sul caso Siri, pubblicando sul blog delle Stelle quattro domande a cui la Lega dovrebbe rispondere per "spiegare ai cittadini". Sul sottosegretario indagato, i grillini insistono: dimissioni subito, fino a che la vicenda non sarà chiarita.
Ecco le domande:
1) Quali sono i reali rapporti tra Siri, la Lega e Paolo Arata?
2) Perché Siri ha presentato più volte delle proposte, sempre bloccate dal M5S, per incentivare l'eolico?
3) Perché Siri si è contraddetto, cambiando versione più volte?
4) Giorgetti sapeva che era figlio di Arata e dei rapporti del padre con Nicastri?

LA REPLICA DI SALVINI - Dal canto suo, il vicepremier leghista non si sposta di un millimetro. "Siri resta al suo posto", tiene duro Salvini. Anzi, alza il tono della polemica: Armando Siri non deve dimettersi, in Italia si è innocenti fino a sentenza di condanna e la Lega "non ha mai preso una lira" per incentivare l'eolico, dice incontrando i giornalisti a margine del Consiglio dei ministri sul decreto Crescita e Salva-Roma. 

E quindi alle "quattro domande" dei 5 stelle ribatte: "Noi siamo assolutamente tranquilli, piena fiducia nell'efficienza e nell'imparzialità della magistratura".  Perché "la magistratura faccia bene e in fretta. In uno stato di diritto si è colpevoli se si viene condannati". Ai 5 stelle "ho poco da rispondere, non abbiamo visto una lira. E se devo guardare ai programmi chi giustamente aveva una marcata crescita degli investimenti in energia eolica - cosa che è giusta - è il Movimento 5 stelle". 

Quanto a Paolo Arata, "l'ho visto una volta sola. E' venuto ad un convegno della Lega come docente ed esperto di energia rinnovabile, è l'unica occasione in cui l'ho incontrato. Incontro centinaia di persone ogni giorno, non chiedo frequentazioni e partecipazioni societarie" .E aggiunge: "Se ha sbagliato questo signore pagherà".

DI MAIO - Di Maio rilancia dagli studi di DiMartedì (La7). La questione Siri, ammette, non è una questione qualunque. E "non nego che c'è una forte discussione nel Governo". Anche se "nessuno sta aprendo una crisi" Bisogna "dare un segnale etico e politico agli italiani e qui parliamo di un sottosegretario che avrebbe intascato una mazzetta per favorire una persona vicina ad ambienti di mafia". E ancora "Siri certamente sarà giudicato innocente" ma "mentre si difende deve stare lontano dal governo della Repubblica. Stiamo aspettando che Salvini metta Siri da parte così continuiamo a lavorare"