Pier Ferdinando Casini
Pier Ferdinando Casini

Dica la verità. Lei è dietro l’operazione di Renzi...
Pier Ferdinando Casini ride per un po’. Poi, torna serio: "Non ho più l’età per essere consigliere né occulto né palese e mi par chiaro poi che Matteo ha tanti pregi, ma non certo quello di farsi consigliare".
Lei da anni parla di spazio enorme al centro.
"Vero. Con LeU al governo e con l’idea che le nozze Pd-M5s dovranno celebrarsi in modo duraturo lo spazio è immenso. Renzi lo ha capito. D’Alema e Bersani stanno per rientrare... Ma mi lasci dire una cosa: basta parlare di centro. Lo chiameremo Andrea. Inventatevi una nuova definizione".
Ma l’uscita di Renzi rafforza il governo?
"Ecco, su questo avrei qualche dubbio. Una nuova forza politica che nasce ha bisogno di visibilità. E tanto più nelle richieste sul programma. Le priorità potrebbero non coincidere con quelle di Palazzo Chigi, anche se Renzi non pensa a minare la coalizione". 
Intanto Berlusconi...
"Silvio è stato bravo. Pacato in occasione delle consultazioni. Non si è lasciato coinvolgere dalla deriva populista. Certo, deve fronteggiare i suoi gruppi parlamentari spesso più salviniani di Salvini. E quindi è in attesa".
Lei che ruolo avrà in questo rimescolamento di carte?
«Ho fondato e guidato partiti. Ho litigato più volte come uomo di parte. Ora sono battitore libero e non ho più voglia di percorrere questi sentieri. Ho scoperto che vivere in assoluta libertà allunga la vita».
Renzi azzarda?
"Sarei stato più prudente. Ma lui è un fiorentino temerario. Invito a non sottovalutarlo. Rischia tanto. Ma, alla fine, potrebbe avere successo".
Non ha molti parlamentari.
"Una struttura snella gli consente di aggregare più velocemente. Tante volte i parlamentari sono una zavorra perché devono pensare a difendere le loro poltrone".
E il Pd?
"Gode di discreta salute. Ha dirigenti ragionevoli che hanno onestamente rimosso tutti i contenuti del periodo renziano. Dal Jobs Act alla riforma costituzionale. LeU al governo non è causale. È precisa indicazione politica".
Legge elettorale?
"Io sono per il proporzionale da sempre. So anche che, quando andrà in porto la riduzione di parlamentari, ci sarà bisogno del proporzionale per dare la giusta rappresentanza agli italiani".