La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati
La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati

Roma, 4 agosto 2019 - La battaglia contro le fake news e per un’informazione libera e corretta. L’impegno su temi quali l’ambiente, la cultura, l’educazione. E infine un faro acceso su una questione a lei – prima donna Presidente del Senato – particolarmente cara: "Serve una rivoluzione culturale che metta al centro il rispetto per ogni singola donna", le parole di Elisabetta Casellati. Il tutto con un duplice obiettivo: crescita e sostenibilità.

Presidente, quanto è importante la sostenibilità per il futuro del nostro Paese? 
"La sostenibilità è un valore universale che non riguarda solo il rispetto dell’ambiente ma investe direttamente anche i campi del sociale, della cultura, dell’economia. Ed è l’unica strategia possibile per garantire domani ai nostri giovani le stesse opportunità che abbiamo oggi. L’Italia, così come ogni grande Nazione, deve fare dello sviluppo sostenibile una priorità. Occorre limitare l’impatto ambientale, incentivare la responsabilità sociale d’impresa, sensibilizzare i cittadini sull’importanza di preservare le ricchezze naturali e storiche del nostro Paese, promuovere le pari opportunità". 

Per tutelare l’ambiente si può fare di più? 
"Si deve fare di più, a partire dalla comunità internazionale, per ripensare la produzione e i consumi. Allargare le responsabilità non significa però sottrarsi alle proprie. Parliamo del nostro Paese: parchi, mari, coste, montagne, paesaggi rappresentano un patrimonio unico nel mondo per il suo valore ambientale. Un valore altissimo ma fragile, da difendere ogni giorno. Perché non dobbiamo dimenticare che a fianco dell’Italia della biodiversità c’è quella dell’incoscienza ambientale: dei rifiuti interrati, dell’inquinamento di aria, terra e falde, della mancata manutenzione del territorio. Il Senato, che è la casa di tutti gli italiani, farà la sua parte, con provvedimenti di carattere legislativo e iniziative di stimolo e sensibilizzazione culturale". 

I giovani, il nostro futuro. Secondo lei ai ragazzi diamo tutti gli strumenti per costruirlo? 
"I giovani hanno il diritto di inseguire i loro sogni così come le istituzioni hanno il dovere di metterli nelle condizioni di poter trasformare quei sogni in progetti concreti. È su questo fronte che le politiche pubbliche devono intervenire con urgenza e lungimiranza, incentivando la crescita economica e creando opportunità di lavoro che consentano di poter guardare al domani con fiducia. Altrimenti il rischio concreto è che il nostro resti un Paese incollato al presente e impossibilitato a coltivare il futuro". 

Il web ha tante potenzialità, ma anche tanti pericoli. Quali argini si possono usare? 
"Anche nella realtà virtuale si annidano pericoli che minacciano in particolare le categorie più deboli o meno strutturate, a partire da giovani e anziani. L’uso massiccio degli strumenti digitali ha inevitabilmente amplificato i rischi di un utilizzo sempre più distorto del mezzo. Non si può più prescindere dal costruire come argine al fenomeno un insieme di regole stringenti che tutelino gli aspetti eticamente più sensibili". 

I giovani di oggi sono nativi digitali ma rischiano anche di diventare analfabeti di ritorno...
"I dati purtroppo sembrano certificare questa pericolosa involuzione. Il ricorso sempre più diffuso al web e ai social network come unico mezzo per informarsi, conoscere e relazionarsi con il mondo, non aiuta l’approfondimento e la riflessione critica. Occorre dunque lavorare per promuovere un uso responsabile del web, soprattutto tra i ragazzi. È un dovere al quale istituzioni e famiglie non possono più sottrarsi". 

Il problema delle fake news è dunque anche una questione di cultura... 
"Le fake news sono sempre esistite, solo che è cambiata la nostra percezione. Per la mia generazione, affermazioni come ‘lo ha detto la tv’ o ‘è scritto sul giornale’ erano sinonimi di verità indiscutibile. Oggi le persone dicono ‘l’ho letto su internet’ attribuendo a questa affermazione lo stesso grado di affidabilità. Non è così ed è una battaglia culturale, oltre che una sfida educativa di portata storica, rilanciare e riqualificare il ruolo del giornalista, colui cioè che, con autorevolezza e competenza, dopo un’attenta verifica delle fonti, può sostenere la validità di un’informazione, della notizia stessa. Il giornalismo può fungere da sentinella della realtà dei fatti e dare ai lettori la possibilità di orientarsi nel mare delle notizie vere e false attraverso una bussola di affidabilità".