Il premier Giuseppe Conte (Lapresse)
Il premier Giuseppe Conte (Lapresse)

Roma, 8 gennaio 2019 - E' bufera nei palazzi della politica sul salvataggio Carige, per il decreto approvato ieri sera dal consiglio dei ministri. Se i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio difendono il provvedimento, le opposizioni attaccano a testa bassa e c'è anche chi solleva il sospetto di un conflitto di interessi dello stesso Giuseppe Conte. La giornata inizia con un botta e risposta velenosetto tra Matteo Renzi e il titolare del Viminale, con l'ex leader dem che 'promuove' il Dl ma rinfaccia al governo gialloverde "i 5 anni di insulti e menzogne contro di noi" sui decreti salva-banche. Il fronte resta caldo e, poco a poco, intervengono un po' tutti, da Di Maio al governatore ligure Toti a Mariastella Gelmini, fino al presidente del Consiglio che bolla come "assurdità" qualsiasi ipotesi di conflitto d'interesse.

FOCUS Salva-Carige, il governo stanzia due miliardi

L'ATTACCO DI RENZI - "In dieci minuti il governo ha salvato una banca, la banca di Genova. Ha fatto bene. Il governo ha fatto bene perché quando le famiglie e i risparmiatori sono a rischio si interviene salvando gli istituti", premette Renzi nel video. Ma poi passa al contrattacco e puntualizza: "Salvini e Di Maio, però, si devono vergognare, non per quello che hanno fatto in dieci minuti ieri sera ma per quello che hanno detto per anni e anni contro di noi".

"Si devono vergognare per le offese e gli insulti", incalza l'ex presidente del Consiglio. "Sono bastati dieci minuti di una riunione notturna del Consiglio dei ministri - rileva ancora - per smentire cinque anni di insulti e menzogne contro di noi. Matteo Salvini e Luigi Di Maio devono solo vergognarsi".

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LA REPLICA DI SALVINI -  Lapidaria la risposta del ministro dell'Interno: "Mentre Renzi e Boschi i risparmiatori li hanno ignorati e dimenticati, noi siamo intervenuti subito a loro difesa senza fare favori alle banche, agli stranieri o agli amici degli amici. Bene l'azione a tutela dei risparmiatori liguri e italiani e bene il miliardo e mezzo stanziato in manovra per gli altri cittadini truffati". 

"CONFLITTO DI INTERESSI?" - Il sospetto viene a Luigi Marattin, capogruppo dem in commissione Bilancio: "Una domanda semplice. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è stato socio di Guido Alpa, a lungo consigliere di Carige e della sua Fondazione. Conte stesso è stato consulente di Raffaele Mincione, banchiere socio Carige - scrive su Facebook - La domanda è molto semplice: quando il Consiglio dei ministri ieri sera ha votato il 'Salva Carige', il presidente Conte è uscito dalla sala, come si dovrebbe fare quando vi è fondato sospetto di possibile conflitto di interesse? Gradita risposta. Se non arriva, provvederemo a inviare la domanda per vie ufficiali"

DI MAIO: QUANTE BALLE... - Interviene anche il vicepremier a 5 stelle: "Quante balle dei giornali, di Renzi e della Boschi sulle banche. Proprio loro parlano! - scrive Di Maio su Facebook - Le smonto tutte in 10 punti". Ed elenca: il primo, "non abbiamo dato un euro alle banche". E aggiunge: "Ma secondo voi se stessimo aiutando le banche i media e questi politici falliti continuerebbero a farci la guerra? Svegliaaaaa!!! La Camera dei Deputati si muova ad approvare l'istituzione della commissione di inchiesta sulle banche. Ne vedremo delle belle".

TOTI: PERCHE' DI NOTTE? - "Bene che il Governo si interessi di Carige, male che lo faccia di notte, all'insaputa di tutti come se ci fossero emergenze di cui nessuno è stato informato. Ora serve chiarezza: Carige è e deve restare la banca del territorio con testa e cuore a Genova. Nessuno pensi di utilizzare questo momento di crisi per spogliare la regione di questo bene prezioso", è il commento del governatore ligure Giovanni Toti.

MARIASTELLA GELMINI - "Grillini di lotta e di Governo. Fino a ieri lanciavano soldi finti nell'Aula del Senato contro il salvataggio delle banche a firma Pd. Oggi, con un Cdm notturno, al buio, varano un decreto per salvare Carige identico a quello contro il quale tuonavano - sottolinea Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia - Sacrosanto tutelare i risparmiatori, ma cosa dicono oggi Di Maio & Co a proposito di banche e banchieri fino a ieri accusati di ogni nefandezza?".

LA UE - "Abbiamo preso atto dell'adozione di questo decreto e siamo in contatto con le autorità italiane, pronti a discutere con le stesse autorità sulla disponibilità e le condizioni degli strumenti nel quadro delle norme europee", dice un portavoce della Commissione Ue a chi gli chiede in conferenza stampa a Bruxelles un commento sul decreto approvato dal governo per il supporto a Banca Carige.

PALAZZO CHIGI - E, in serata, interviene anche Palazzo Chigi per chiarire che non esiste nessun conflitto di interessi, diretto o indiretto, con le decisioni il premier Conte che ha assunto e che è chiamato ad assumere quale responsabile dell'Autorità di governo con riguardo alla Banca Carige s.p.a.. Fonti del governo chiariscono infatti che Conte "non ha mai incontrato o conosciuto, neppure per interposta persona" Raffaele Mincione. Nel maggio 2018  - viene spiegato - è stato chiesto all'avvocato Conte, prima che diventasse presidente del Consiglio, di esprimere un parere pro-veritate per conto della società Fiber 4.0, di cui il sig. Mincione risulta presidente, sulla questione riguardante la legittimita', da parte della Libyan Post Telecommunications information Technology Company, del controllo su Retelit s.p.a., alla luce delle regole in materia di golden power. Si tratta dunque di una questione che non ha nessun collegamento con la Banca Carige. Il rapporto professionale con la societa' Fiber 4.0 si è esaurito con la redazione di questo parere pro-veritate. Inoltre le stesse fonti sottolineano che Conte "non ha mai avuto uno studio professionale associato" con Giudo Alpa. I due - viene rim arcato - hanno sempre svolto in maniera distinta le rispettive attività professionali.

CONTE - Puntualizzazione a cui segue di poco una dichiarazione dello stesso Conte. "Ho detto in più occasioni che non ho mai avuto uno studio associato con Alpa. Che Alpa sia stato anche componente del consiglio di amministrazione di Carige non vedo quale conflitto di interessi possa realizzare col sottoscritto, mi sembra veramente un'assurdità", dice il premier intervendo a Port a Porta. Poi chiarisce: quella per Carige "è una misura transitoria ampiamente meditata. Lo Stato ha offerto una garanzia per nuovi bond perché si è creato uno stallo, per traghettare questo momento. È un salvagente temporaneamente offerto ma confidiamo che la Carige possa attraversare questo momento e rilanciare. L'intervento è per consentire ai commissari straordinari il consolidamento patrimoniale e il rilancio", conclude.