Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

Roma, 8 gennaio 2019 - Dopo il salvataggio Carige la base 5 Stelle ribolle, i parlamentari sono disorientati, la linea telefonica del vicepremier Luigi Di Maio è rovente. "Che fare?", chiedono deputati e senatori grillini nelle chat stellate.  E mentre Beppe Grillo, sul sul blog, torna sul caso trivelle definendole "costose, pericolose e insostenibili", Di Maio torna nel mirino per il decreto sull'istituto ligure. Un provvedimento che rischia di spaccare davvero il Movimento. Sui social nei confronti del leader pentastellato è un attacco continuo. "Ci hai presi per il c..."; "Devi chiarire"; "Siete peggio del Pd"; "Inneggi ai Gilet gialli e salvi le banche con i soldi dei cittadini"... e via così. Insomma, una caporetto.

DI MAIO: NON ABBIANO DATO UN EURO ALLE BANCHE - Da qui, Di Maio tenta il savataggio, questa volta, politico, almeno con i suoi, e detta la linea del M5S: "Per ora non abbiamo messo un euro nelle banche. Abbiamo solo dato una garanzia in caso di eventuali emissioni di titoli per evitare che succeda quello che è già accaduto con le venete e con Etruria dove azionisti e obbligazionisti hanno perso tutto". E aggiunge: "Se dovessimo usare quella garanzia o metterci soldi pubblici Banca Carige diventerà dello Stato senza fare regali a nessuno e senza che correntisti e obbligazionisti perdano nulla. E' pieno di miei video del passato che dicevano una cosa molto semplice: 'Se lo Stato salva una banca, la banca diventa dello Stato". Una linea - spiegano fonti M5S - diffusa dopo le critiche arrivate a spron battutto da tutto lo stato maggiore del Pd. Ma i malumori, è il caso di dirlo, diventano virali. E, oltre ad attivisti e simpatizzanti sulle barricate, si aggiungono le note critiche di alcuni parlamentari.

L'IRA DI PARAGONE - "Sono inca..., se vogliamo essere come i gilet gialli allora cominciamo a fare come loro", scrive via Facebook il senatore stellato Gianluigi Paragone, non certo uno della pattuglia dei ribelli pentastellati. "Dobbiamo dimostrare di essere forti, di essere il governo del cambiamento e di essere vicini alla gente! Ascoltate e condividete se siete d'accordo con le mie parole e se anche voi volete questo dal vostro governo!", scrive sui social il giornalista ora grillino. Raffica di like, ma anche commenti intristiti: "Vi siete ammosciati...". Segue la stessa linea l'ex presidente Adusbef, Elio Lannutti, ora senatore grillino: "Non si possono dare aiuti pubblici senza accertare responsabilità della Banca d'Italia".  

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Da qui, anche sulla pagina Facebook del  Movimento 5 Stelle parte l'offensiva con un post dall'intento chiarificatore:  "Loro salvavano le banche, noi tuteliamo i risparmiatori. Non abbiamo messo un solo euro nelle banche. Per tutelare i risparmiatori, come già abbiamo fatto con la legge di bilancio stanziando 1,5 miliardi per i truffati a differenza del Governo Renzi-Boschi che li ha azzerati dal giorno alla notte, abbiamo offerto una garanzia su eventuali emissioni di titoli della Banca Carige. Non saranno i risparmiatori a pagare per i banchieri. Nessun euro pubblico sarà più usato per salvare i banchieri. Se dovessero essere messi soldi pubblici in una banca sarà solo per nazionalizzare". Ma la spiegazione M5S non convince i naviganti. Qualcuno inneggia ai soliti troll che starebbero infestando la bacheca M5S, ma c'è anche chi, fa una sintesi: "Loro salvano le banche, noi tuteliamo i risparmiatori...salvando le banche".