Fabiana Dadone, ministra per le Politiche giovanili (Ansa)
Fabiana Dadone, ministra per le Politiche giovanili (Ansa)

Roma, 27 novembre 2021 - La scelta di liberalizzare la cannabis operata dal nuovo governo tedesco "è una scelta che l'Italia dovrebbe valutare ma bisogna riuscire a raggiungere la maggioranza al Parlamento. È questo il punto delicato". A dirlo è la ministra alle politiche giovanili Fabiana Dadone a margine della VI Conferenza nazionale sulle dipendenze a Genova. "Il potere su quel fronte spetta alla competenza parlamentare, il governo deve fare un lavoro istruttorio, e lo dico con estrema umiltà, pecrhé il governo possa prendere la decisione giusta", aggiunge Dadone che, nella passata legislatura, ho sottoscritto una proposta di legge sulla coltivazione e l'uso personale. 

E sul tema legalizzazione anche il ministro Andrea Orlando invita a una riflessione. "Nel momento in cui una parte non proprio irrilevante e un alleato non proprio trascurabile dell'Italia, come la Germania, sembra cambiare profondamente linea su questo fronte, credo che sia inevitabile che una qualche riflessione la si faccia anche nel nostro Paese", dice il titolare del Lavoro anche lui presente alla Conferenza. "Anche perché quella scelta determinerà dei riflessi che riguarderanno il nostro Paese, lo si voglia o meno nell'ambito di un mercato unico con le frontiere aperte", prosegue.

Di parere opposto la collega per le Autonomie, Maria Stella Gelmini, che ribadisce di essere "contraria a qualsiasi forma di legalizzazione di ogni tipo di sostanza stupefacente", ammettendo che "all'interno del Governo ci sono su questo tema sensibilità diverse".  "Sono anche convinta che non esista una libertà di drogarsi ma che l'azione dello Stato possa e debba concentrarsi soltanto sula liberazione dalla droga", sottolinea ancora l'esponente di Forza Italia.

Dal canto suo la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, rileva come "rispetto al 2019, si è registrato nel 2020 un incremento di circa l'8% di sequestri droga". "Tuttavia rispetto al biennio 2017 e 2018, quando i sequestri arrivavano a 120 tonnellate di stupefacenti, si è rilevata una tendenza a riduzione stimata in 70 tonnellate. I decrementi riguardano quasi tutte le sostanze, ad eccezione della cocaina, delle droghe sintetiche e della cannabis - prosegue il capo del Viminale -. Nel 2020 c'è stato un record assoluto nei sequestri di cocaina, ne sono state sequestrate quasi 13 tonnellate, un quantitativo mai raggiunto in precedenza. Riguardo alle droghe sintetiche il dato dei sequestri è del +13,9%".