I banchi della Camera vuoti: questa legislatura è tra le meno produttive
I banchi della Camera vuoti: questa legislatura è tra le meno produttive

Roma, 9 febbraio 2020 - C’è da non dargli torto, in fondo, quando li si vede correre – già di giovedì pomeriggio, con un arrivo a Roma il più delle volte di martedì mattina – col trolley in mano, verso l’uscita di Montecitorio e di Palazzo Madama. Tra vacanze di Natale e campagne elettorali (come quelle dell’Emilia-Romagna, ma altre ne verranno in primavera), in Parlamento, di fatto, si lavora veramente poco. Troppo poco.

A certificare un malcostume che si sta traducendo in vero immobilismo legislativo, a fronte di roventi polemiche politiche su argomenti di dubbia urgenza (a cominciare dalla prescrizione), è il sito Openpolis, che ci regala un ritratto desolante dei nostri parlamentari. A gennaio 2020, complici lunghe vacanze natalizie che neppure a scuola, unite al rush finale di una campagna elettorale regionale caricata di significati nazionali, ecco che il Parlamento ha portato a casa solo una ratifica (il decreto di rifinanziamento di Alitalia) e la legge ’post mortem’.

A febbraio, dice Openpolis, la produttività salirà un minimo, da 2 a 4 leggi, stavolta 4 decreti da convertire (sistema creditizio del Mezzogiorno, decreto intercettazioni, Milleproroghe 2020 e decreto sullo spacchettamento del ministero dell’Istruzione), per i quali è tuttavia atteso anche un massiccio ricorso al voto di fiducia. Dentro quei testi, soprattutto nell’enorme milleproroghe, si annidano questioni politiche dove lo scivolone per la tenuta della maggioranza è giusto dietro l’angolo.

L’altro dato messo in evidenza da Openpolis è che, dall’inizio della legislatura, sono state varate 101 leggi, ma ci sono stati ben 102 cambi di casacca fra i 945 parlamentari eletti. E non è detto che sia finita qui; alla Camera da settimane si parla del nuovo partito ecologista dell’ex ministro grillino dell’Istruzione, Fioramonti, il cui nome dovrebbe essere ’Eco’, che andrà a pescare nel ventre molle grillino alla Camera e anche in qualche disamorato 5 Stelle al Senato. Inoltre, non si esclude la possibile formazione di gruppi di ’neo responsabili’ (in entrambe le Camere) nel caso in cui il governo Conte bis dovesse traballare in modo pericoloso, casomai su qualcosa di urticante per i 5 Stelle ma non per il Pd (il rinnovo delle concessioni per Autostrade, solo per dirne una).

Allo stato, comunque, nella maionese impazzita grillina si sono persi 26 parlamentari (14 deputati e 12 senatori, quasi tutti al misto, una minoranza alla Lega), mentre il Pd ha perso 46 parlamentari (17 senatori e 29 deputati), quasi tutti travasati in Italia viva. E la legislatura, almeno sulla carta, è solo a metà.