Carlo Calenda (Ansa)
Carlo Calenda (Ansa)

Roma, 18 gennaio 2019 - Carlo Calenda lancia il manifesto per la lista unica alle elezioni europee. "Bene ci siamo. Su http://www.siamoeuropei.it trovate il Manifesto per la costituzione del fronte lanciato insieme a 100 esponenti della politica locale e della società civile. Ora si tratta di aderire e far aderire. Partiamo. L'Italia e l'Europa sono più forti di chi le vuole deboli", scrive l'ex ministro sui social lanciando "il manifesto per la costituzione di una lista unica delle forze civiche e politiche europeiste alle prossime elezioni europee".

Il manifesto "è stato già firmato da presidenti di regione, sindaci, personalità della società civile (medici, scienziati, imprenditori, operai, mondo dell'associazionismo) - scrive Calenda - se lo condividete sottoscrivetelo (il vostro nome rimarrà riservato) e fatelo circolare". Calenda, ministro dello Sviluppo economico nei governi di Matteo Renzi e Paolo Gentiloni nella scorsa legislatura, si é iscritto al Pd dopo la sconfitta alle elezioni del 4 marzo scorso.

E Gentiloni e Martina hanno già raccolto l'invito. "Democratici e europeisti. L'appello per una lista unitaria promosso da Calenda indica una strada giusta per fermare il nazional populismo. Proviamoci", ha scritto l'ex presidente del Consiglio su Twitter. 

Approva anche Nicola Zingaretti: "Bene il manifesto Siamo europei. Un utilissimo contributo alla ricostruzione di un campo largo di forze diverse che si impegnano per rifondare e difendere l'Europa. Proviamoci". Come  l'ex presidente della Camera Laura Boldrini (Leu): "L'appello per una lista unitaria dei progressisti alle prossime elezioni europee va nella direzione giusta che io stessa ho auspicato da tempo: superare le divisioni e dare voce alle tante realtà sociali che non si sono sentite rappresentate dalle forze politiche". 

"Ci sono!", ha fatto sapere Martina. Tra le firme in calce al manifesto ci sono anche quelle delle promotrici di 'Roma dice basta' Francesca Barzini e Tatiana Campioni, Alberto Bombassei, Stefano Bonaccini, Sergio Chiamparino, Claudio De Vincenti, Carlo Feltrinelli, Giorgio Gori, Beppe Sala, Dario Nardella, Giuseppe Falcomatà, Andrea Illy, la fondatrice di 'Se non ora quando' Francesca Izzo, Edoardo Nesi, Giuliano Pisapia, Beppe Vacca.