Roma, 14 agosto 2020 -  C'era grande attesa per l'audizione del presidente dell'Inps, Pasquale Tridico che oggi davanti alla Commissione Lavoro della Camera ha affrontato il caso dei deputati che hanno chiesto e ottenuto il bonus da 600 euro previsto dal Decreto Cura Italia per sostenere le partite Iva piegate dalla crisi innescata dal Coronavirus. Finora sono usciti solo i nomi dei leghisti Murelli e Dara e del grillino Rizzone. Il presidente dell'Inps ha detto che nella questione del bonus sono coinvolti "oltre duemila tra politici locali e nazionali".

"Niente nomi, aspettiamo il garante"

Chi si aspettava che Tridico facesse anche i nomi finora non usciti resta però deluso: "Rispetto agli altri nomi" dei politici che hanno ricevuto il bonus e non si sono autodenunciati "abbiamo investito il garante" cui "abbiamo chiesto come trattare questi dati. Il garante ha scritto una nota, che ha bisogno di un approfondimento, che è in corso. Dopo aver investigato la risposta del Garante forniremo una risposta esauriente". Si parla quindi sia di eventuali deputati che abbiano chiesto e non ottenuto il bonus, sia di altri politici (dai governatori di regione ai consiglieri comunali) che abbiano domandato e potrebbero aver ricevuto (o meno) il bonus. Tridico ha aggiunto: "Se la commissione Lavoro ha l'esigenza di una informazione puntuale, la presidente Serracchiani ci faccia una richiesta formale e noi dopo aver chiesto al Garante offriremo una risposta esauriente".

La diffusione delle notizie

L'Inps è stato accusato di aver diffuso le notizie, Tridico ha precisato subito: "Non sono state certo diffuse dall'Istituto e rimando a tutti i mittenti le accuse verso l'istituto di un'azione manipolata". Sono accuse infondate e fantasiose". E ancora: "Il 9 agosto esce la notizia senza i nomi perché i nomi non li sa nessuno e non li da l'Istituto, che garantisce la privacy. Ho ordinato un audit interno per capire se le notizie sono state trafugate dall'istituto. La notizia del 200 politici a livello nazionale e dei 5 deputati l'ho condivisa a fine maggio con il cda dell'istituto, per peter fare le verifiche del caso". Poi ha sottolineato: "Come vedete anche oggi nessuno ha dato i nomi, nomi che si sono auto-denunciati negli ultimi giorni sia a livello locale che nazionale. L'Inps è vittima, non carnefice".

"Bonus, ecco il meccanismo"

Il presidente ha delineato il meccanismo del bonus. "Con il Cura Italia il governo ha risposto mettendo a disposizione 10 miliardi e cercando di dare una risposta veloce ai cittadini. Erano momenti convulsi, con cittadini che assalivano i negozi, l'istituto ha risposto in modo efficace in 15 giorni, predisponendo una misura che non esisteva. Il bonus per gli autonomi. Lo ha elargito in 15 giorni, come chiesto dal governo. La procedura costruita dall'amministrazione si basa sulla legge, basandosi sui nostri archivi, si attinge alla presenza o meno di altri fondi previdenziali obbligatori". Poi ha spiegato nel dettaglio il meccanismo del bonus: "L'Inps paga automaticamente il bonus ai richiedienti se ci sono condizioni sul trattamento pensionistico, e se li ritrova in questo archivio. Questo è importante ai fini dell'attività dell'Antifrode. È un processo automatizzato che dura pochi giorni, è un'attività nuova e di grande successo che a differenza della cig, ha consentito di pagare la prestazione in 15 giorni lavorativi".

I controlli

Il presidente dell'Inps ha quindi sottolineato che "gli approfondimenti (dell'Inps sulla posizione di chi ha richiesto il bonus, ndr) sono in corso ancora oggi. La Direzione Centrale Antifrode dell'Inps ha focalizzato l'attenzione sugli amministratori locali, sui quali appariva opportuno un approfondimento. Attinti i dati degli amministratori locali e parlamentari, questo controllo e' stato effettuato per valutare il diritto a ricevere il bonus".

Il ruolo dell'Antifrode

Tridico ha anche detto: "L'attività dell'antifrode è necessaria in un Paese come il nostro in cui ci sono 115 miliardi di evasione fiscale e contributiva, dove ci sono danni fraudolenti a danno dall'Istituto. Vi prego, cari signori deputati: non guardiamo il dito ma guardate la luna, guardiamo ai problemi del Paese e non il dito che ce li indica. Del resto l'istituto da sempre, nei 120 anni della sua storia, ha segnalato anomalie ed è stato vittima di azioni fraudolente e tuttora lo siamo".

I partiti

Un caso clamoroso che sta provocando accese polemiche nel mondo politico e che ha messo sulla graticola anche il presidente dell'Inps accusato di aver fatto trapelare la notizia per toirare la volata al referendum di settembre sul taglio dei parlmentari. La Lega ha già annunciato la sospensione dei due suoi parlamentari mentre il capo politico dei 5 Stelle Vito Crimi ha annunciato il deferimento di Rizzone.

Rizzone: "Usano me per prendervi in giro"

"Eccomi qua, io sono pronto a metterci la faccia e ad assumermi le mie responsabilità, ma devo anche a mettervi in guardia da chi vi sta gettando fumo negli occhi". Il deputato M5s Marco Rizzone rompe il silenzio e fornisce la sua versione sulla vicenda del bonus richiesto all'Inps. "Usano me per prendervi in giro. Io voglio andare fino in fondo sulla questione morale di chi ha preso il bonus" premette il deputato che chiarisce: "Se avessi voluto intascarmi dei soldi non mi sarei di certo tagliato più di 40mila euro del mio stipendio da parlamentare, che invece ho donato per varie cause. Non ha senso rinunciare a tali somme e pensare di arricchirsi con i 600 euro".