Silvio Berlusconi (Lapresse)
Silvio Berlusconi (Lapresse)

Milano, 19 maggio 2019 - Presidente Berlusconi, si chiude un anno anomalo, nel senso che l’Italia è stata governata da un’alleanza non prevista prima delle elezioni politiche. Lei disse subito che la Lega sbagliava a lasciare il centrodestra per allearsi con il Movimento Cinque Stelle. Non le chiedo se l’esperienza di governo ha confermato questa sua opinione, perché la sua risposta è ovvia. Le chiedo allora: quali sono stati secondo lei i cedimenti ‘più gravi’ di Salvini ai grillini?
"Mi viene davvero difficile fare una classifica, ma ci provo. È gravissimo aver consentito di varare una misura come il reddito di cittadinanza che è una costosa presa in giro per chi è già in difficoltà: i Cinque Stelle avevano promesso 780 euro e invece molti riceveranno meno di 100 euro o addirittura 40 euro al mese. Numerose persone sono già pronte a ritirare la domanda perché hanno capito che il reddito di cittadinanza non risolverà la loro povertà, come millantato da Luigi Di Maio, né li aiuterà a trovare lavoro. È stato davvero grave, aver foraggiato quel mostro che è il debito pubblico per una misura tesa soltanto a comprarsi del consenso elettorale. Devo proseguire?"

Diciamo così: glielo consentiamo...
"Allora andiamo avanti: anche il decreto Dignità non è servito a nulla. Dopo quasi 9 mesi dalla sua entrata in vigore la disoccupazione è rimasta oltre il 10 per cento e siamo tre punti oltre la media europea. Potrei continuare a lungo: un vero e proprio attentato ai diritti costituzionali aver consentito il varo di leggi come quella che introduce il processo a vita, è incostituzionale aver trasformato la presunzione di innocenza in presunzione di colpevolezza, è gravissimo voler annientare il Parlamento con la trasformazione della democrazia rappresentativa in democrazia diretta. Un sistema che consentirebbe a una minoranza organizzata di assumere il potere".

Lei pensa che dopo il 26 maggio si possa ricostituire un governo di centro destra? E se sì, passando da nuove elezioni?
"Sono sicuro che gli italiani col loro voto daranno il cartellino rosso a questo governo che fa male al Paese. Poi, se non ci fossero i numeri sufficienti in Parlamento per una maggioranza a sostegno del Centrodestra interverranno nuove elezioni che siamo sicuri di vincere con il centrodestra unito". 

Non la disturberebbe il fatto di essere, per la prima volta, minoranza all’interno di un nuovo governo di centro destra?
"Nel centrodestra è stato firmato un programma da tutti condiviso. Questo è ciò che conta. L’attività del nuovo governo sarà tesa a realizzare con decisione questo programma".

Lei ha lanciato l’ipotesi di Draghi premier. È una soluzione alternativa al centrodestra? E crede che la Lega accetterebbe Draghi?
"In verità non ho indicato per Draghi la responsabilità di premier, ho ricordato che Draghi è stato un eccellente servitore dello Stato ed è un ottimo Presidente della Banca Centrale Europea. Potrebbe certo fare bene con qualsiasi alta responsabilità in Italia".

La Lega negli ultimi giorni, in piena campagna elettorale, è stata al centro di diverse inchieste giudiziarie. Dica la verità: ha pensato, almeno per un attimo, ben gli sta, a Salvini, così capisce quanto avevo ragione io sulla giustizia?
" In questi mesi di governo ha votato dei pessimi provvedimenti in tema di giustizia voluti dai Cinque Stelle. Sono convinto che in un governo di centrodestra si farà ben di meglio a tutela delle vittime e degli indagati. Proprio ieri è stato l’anniversario della morte di Enzo Tortora, un uomo innocente che ha sofferto enormemente per un errore giudiziario".

Veniamo all’Europa. Anche lei pensa – come dice Salvini – che sia necessario sforare il vincolo del tre per cento per rilanciare l’economia?
"Al nostro Paese sono state imposte politiche di austerità che ci hanno fatto male, che hanno penalizzato imprese e famiglie. Il nostro primo impegno europeo è proprio quello di invertire questa tendenza. Il tetto del 3% (del rapporto tra deficit e Pil) può essere superato a seguito di un accordo con la commissione europea, ma solo per realizzare un grande piano di infrastrutture, per aprire i cantieri e rimettere in moto il Paese. Oppure per pagare finalmente i debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle aziende e dei professionisti che hanno lavorato per lo Stato".

Presidente, mi permetta un’ultima domanda personale. Quando, nei giorni scorsi, ha lasciato il San Raffaele, ha ricevuto gli auguri, e credo anche un affetto sincero, da parte di tanti avversari politici. La stagione dell’odio sembra conclusa. Molti pensano: Berlusconi non è finito in carcere o in esilio come auspicavano i suoi nemici, in questo senso ha vinto, perché non si gode le proprie ricchezze? Chi glielo fa fare, alla sua età (mi consenta...) di rimettersi in gioco? Di affrontare tanta fatica?
"Ho sentito e sento, ancora una volta, il dovere morale di essere in campo per cercare di preservare il nostro Paese da una possibile deriva economica e autoritaria. Questo governo fa male all’Italia e agli italiani. Lo sviluppo si è fermato, si sono fermati gli investimenti, ogni giorno si chiudono più di duecento aziende, ogni ora si perdono 35 posti di lavoro, se ne perdono 355 al giorno, potrei continuare a lungo perché l’Italia è diventata il malato d’Europa. L’aumento dell’Iva, una misura pesante per la nostra economia che costerà almeno 500 euro a famiglia, è ormai scontato e deprimerà i consumi, ma si profila un rischio ancora peggiore. Rischiamo una imposta patrimoniale sui nostri conti correnti e sui beni mobili e immobili. Una situazione dalla quale sarebbe assolutamente difficile uscire".