Silvio Berlusconi a Domenica Live con Barbara D'Urso (Ansa)
Silvio Berlusconi a Domenica Live con Barbara D'Urso (Ansa)

Milano, 14 gennaio 2018 - Silvio Berlusconi non andrà ad Hammamet a rendere omaggio a Bettino Craxi, seppellito nel Paese africano. Ma l'operazione nostalgia, comunque, è partita. E il Cavaliere rispolvera molti dei cavalli di battaglia del 1994. Quale salotto tv migliore, se non quello di Barbara D'Urso a Domenica Live, per dettare la sua linea? La conduttrice che mai ha nascosto una certa sintonia con l'ex premier, lo intervista dandogli del 'tu'. Lei in abito bianco, lui nel solito doppiopetto blu. 

Il pericolo, questa volta, però, non sono più i comunisti. Ma i grillini.  "Sono ancora qui a combattere perché c'è bisogno di me", spiega Silvio. E aggiunge: "Oggi si è verificato un caso che ricorda quello del 1994 da vicino. Oggi c'è in campo formazione populista, ribellista, pauperista, quasi più pericolosa dei post comunisti del 1994. È quasi una setta che prende ordini da un vecchio comico e dal figlio di uno sconosciuto di un socio defunto, cambiano parere da mattina a sera, capaci di seguire qualsiasi idea. Porterebbero Italia verso il vero disastro e al governo i peggiori rappresentanti della magistratura militante". 
Rilancia l'aumento delle pensioni minime a mille euro al mese, anche alle mamme che non hanno mai versato i contributi, il reddito di dignità, la sicurezza, "i 466mila immigrati in Italia che per mangiare devono delinquere" e la rivoluzione fiscale. "La nostra religione laica è sempre stata meno tasse, meno tasse, meno tasse", spiega Berlusconi. Inciampa su Milton Friedman, chiamandolo "premio Nobile", anziché premio Nobel, e ritorna sulla Flat tax, parole chiave di questa sua campagna elettorale, pari o inferiore al 23%. 

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Berlusconi scherza anche sulle "cene eleganti", che "ho chiamato così perché se vai a casa di Berlusconi, presidente del Consiglio, ti vesti il più elegante possibile". Il pubblico di Canale 5 approva e gli tributa un applauso quasi da stadio, atmosfera simile alle interviste di quando Silvio era premier. Il leader azzurro non tralascia l'argomento Milan, incalzato (si fa per dire) dalla D'Urso: "Dire che noi ci siamo approfittati della vendita del Milan per portare in Italia capitali che stavano fuori? Smentisco nella maniera più assoluta". E chiude l'argomento con una battuta: "Manca solo che dicano che l'uccisione di Giulio Cesare sia opera di Silvio Berlusconi...". Applausi e ancora applausi. E arriva il momento dei saluti, con un appello: "Non andare a votare è come suicidarsi". Via Silvio, arriva Annalisa Minetti con pancione di 7 mesi. The show must go on.

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