Palermo, 11 novembre 2019 - L'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è avvalso della facoltà di non rispondere nel processo d'appello per la trattativa Stato-mafia, in corso a Palermo, che vede coinvolto l'ex senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri: collaboratore e amico dell'imprenditore ai tempi della Fininvest e Forza Italia. I legali dell'ex Cavaliere hanno chiesto che Berlusconi non fosse inquadrato da telecamere e fotografi in aula. Non si è trattato però di una mossa a sorpresa. Al punto che a inizio udienza l'avvocato di Dell'Utri, Francesco Centonze, ha chiesto alla Corte di acquisire una precedente dichiarazione di Berlusconi rilasciata durante una conferenza stampa il 20 aprile 2018, dopo la condanna di primo grado, a 12 anni, di Dell'Utri.

Silvio Berlusconi - nell'aula bunker dell'Ucciardone, dopo avere comunicato, assistito dagli avvocati Nicolò Ghedini e Franco Coppi, la sua decisione di avvalersi, nella qualità di testimone assistito, della facoltà di non rispondere - ha lasciato l'aula e si è allontanato con il corteo di auto blu. Assente Dell'Utri, che si trova ai domiciliari in attesa di finire di scontare la pena per concorso esterno in associazione mafiosa. Mentre in primo grado nel processo trattativa era stato condannato a 12 anni di carcere. E' rimasto nella sua casa di Milano con la moglie Miranda. Era stata lei, di recente, quando si era saputo che Berlusconi non avrebbe risposto ai giudici, a dichiarare all'Adnkronos: ''È meglio che non parlo, meglio che non dico quello che penso. Ricordo solo che la testimonianza di Berlusconi era stata ritenuta decisiva persino dalla Corte di assise d'appello di Palermo. Qui c'è la vita di Marcello in gioco''. E oggi Berlusconi ha ufficializzato il silenzio annunciato. "Mi avvalgo della facoltà di non rispondere".