Silvio Berlusconi (Ansa)
Silvio Berlusconi (Ansa)

Strasburgo, 17 maggio 2021 - La condanna (definitiva) per frode fiscale di Silvio Berlusconi del 2013 finisce sotto la lente della Corte europea dei diritti umani. Il tribunale di Strasburgo ha infatti reso noto oggi di aver comunicato - il 26 aprile scorso - al Governo italiano il ricorso da parte del leader di Forza Italia. Prende così inizio la fase dibattimentale che dovrà fornire alla Corte gli elementi per arrivare a un verdetto. 

Nel suo ricorso, inviato alla Corte di Strasburgo il 28 dicembre 2013, l'ex premier sostiene che l'Italia ha violato in vari modi il suo diritto a un equo processo, il suo diritto a non essere processato per un reato che gli era stato contestato in altri 2 processi, e quello a vedersi applicate le attenuanti. 

Come anticipato oggi dal Corriere della Sera, nel comunicare il ricorso i giudici di Strasburgo hanno chiesto al Governo di rispondere a 10 domande. Le prime 7 questioni riguardano tutte l'equo processo, la settima e ottava l'applicazione delle attenuanti e l'ultima quella a non essere processato più volte per uno stesso reato. In base alle regole della Corte di Strasburgo il Governo ha ora 16 settimane per rispondere.

In seguito a quella condanna a quattro anni di reclusione (con un anno condonato), l'ex premier era decaduto dalla carica di senatore. Berlusconi ha da tempo scontato la pena e ottenuto la riabilitazione, tanto che nel 2019 si è candidato ed è stato eletto al Parlamento europeo.