Quante volte lo abbiamo dato al capolinea? Un’infinità. Ma Silvio Berlusconi si è rialzato sempre, e oggi nessuno parla più di “caimano“, nessuno prevede più per lui la galera o l’esilio. Anzi. Conte lo elogia per il suo modo propositivo e responsabile di fare opposizione. Prodi, il Grande Nemico, dice che non sarebbe uno scandalo un governo con Forza Italia. Un sondaggio di Ilvo Diamanti dice che è il secondo premier più apprezzato della Seconda Repubblica. Insomma in qualche modo le carte le darà ancora lui, o quantomeno anche lui. Al Berlusconi «propositivo e responsabile» chiedo subito se si associa ai complimenti ricevuti da Conte per l’accordo raggiunto in Europa. "Il risultato raggiunto a Bruxelles – dice Silvio Berlusconi – è certamente per molti aspetti positivo per l’Italia, ma è il frutto di dinamiche europee più che dell’azione del governo italiano. L’Italia ha fatto bene la sua parte – ne diamo atto volentieri – ma la decisione è dipesa soprattutto dall’equilibrio e dalla lungimiranza della cancelliera Merkel, che ha capito che era in gioco non soltanto il destino di qualche Paese, ma il futuro dell’Europa...

Quante volte lo abbiamo dato al capolinea? Un’infinità. Ma Silvio Berlusconi si è rialzato sempre, e oggi nessuno parla più di “caimano“, nessuno prevede più per lui la galera o l’esilio. Anzi. Conte lo elogia per il suo modo propositivo e responsabile di fare opposizione. Prodi, il Grande Nemico, dice che non sarebbe uno scandalo un governo con Forza Italia. Un sondaggio di Ilvo Diamanti dice che è il secondo premier più apprezzato della Seconda Repubblica. Insomma in qualche modo le carte le darà ancora lui, o quantomeno anche lui. Al Berlusconi «propositivo e responsabile» chiedo subito se si associa ai complimenti ricevuti da Conte per l’accordo raggiunto in Europa.

"Il risultato raggiunto a Bruxelles – dice Silvio Berlusconi – è certamente per molti aspetti positivo per l’Italia, ma è il frutto di dinamiche europee più che dell’azione del governo italiano. L’Italia ha fatto bene la sua parte – ne diamo atto volentieri – ma la decisione è dipesa soprattutto dall’equilibrio e dalla lungimiranza della cancelliera Merkel, che ha capito che era in gioco non soltanto il destino di qualche Paese, ma il futuro dell’Europa come soggetto economico e politico. Da parte italiana in tanti hanno concorso a questo risultato, per il quale anch’io mi sono impegnato attivamente in tutte le sedi europee. Abbiamo lavorato tutti nella stessa direzione, nonostante il governo avesse lasciato cadere le nostre offerte di collaborazione".

Restiamo su Conte. Lei, presidente, negli anni scorsi ha avuto parole durissime contro i Cinque Stelle. Secondo lei Conte è riuscito a cambiare, almeno in gran parte, il Dna del movimento fondato da Grillo? Voglio dire: si sente più rassicurato da un Conte piuttosto che dai toni di Grillo, Di Battista e in genere dei vaffa-day?

"Come è ovvio, il professor Conte ha uno stile diverso, più cultura e più garbo di molti dirigenti dei Cinque Stelle. Non credo tuttavia li abbia mutati davvero. È piuttosto abile ad usarli soprattutto per la sopravvivenza del governo. Però i grillini non hanno cambiato il loro Dna. Salvo eccezioni rimangono un partito senza cultura, senza idee, senza un programma che non sia fatto di invidia sociale, di pauperismo, di giustizialismo. Il linguaggio dell’odio mal si concilia con un’attività di governo".

L’altro giorno su Repubblica Ilvo Diamanti ha pubblicato un sondaggio secondo il quale il premier più apprezzato dagli italiani dal 1994 ad oggi è proprio Conte (30 per cento). Al secondo posto lei, al 25. Al terzo Prodi, con il 10. Come commenta?

"La cosa sorprendente è il fatto che io abbia il 25%, dopo 9 anni di assenza dal governo e di ridottissima esposizione mediatica, mentre il presidente Conte ha il 30% entrando ogni giorno tante volte nelle case degli italiani attraverso i mezzi di comunicazione. L’affetto degli italiani mi commuove sempre e mi ha sempre ripagato di tante amarezze".

Il clima nei suoi confronti, presidente, sembra molto cambiato rispetto ad alcuni anni fa. Conte ha apprezzato pubblicamente il suo modo di fare opposizione. Prodi dice che non sarebbe uno scandalo un ingresso di Forza Italia in maggioranza. Sente un po’ di rivincita personale?

"Non ho alcun bisogno di rivincite personali. Sono l’unica persona in Italia – e quasi certamente al mondo, almeno nelle democrazie – ad essere stato votato dai propri concittadini più di 200 milioni di volte, sommando le diverse tornate elettorali. Ringrazio il professor Prodi per l’apprezzamento, ma saranno gli italiani a dire che Forza Italia può e deve fare parte del governo del Paese, per garantire una politica liberale, cristiana, garantista, europeista, della quale siamo l’unica espressione coerente in Italia".

Matteo Renzi auspica un’alleanza di centro fra Italia Viva, Azione di Calenda, + Europa e Forza Italia. Fantapolitica?

"Direi proprio di sì. Basta guardare i numeri. Però c’è una cosa che non riesco a capire: come può un leader politico come Renzi, che tante volte si è dimostrato lucido, brillante, convincente, continuare ad assicurare la sopravvivenza del governo delle sinistre, un governo non in grado di risollevare il Paese dalla crisi, un governo le cui scelte sono determinate in buona parte dai Cinque Stelle".

Torniamo all’accordo raggiunto in Europa. Che riforme deve fare l’Italia per meritarsi questi aiuti?

"Deve smettere con lo statalismo assistenziale e fare investimenti prima di tutto in infrastrutture. Conte e i suoi devono imparare a lavorare nella logica di un’economia di mercato. Devono essere pronti ad ascoltare i suggerimenti che abbiamo offerto tante volte, ottenendo finora solo risposte di cortesia formale. Devono capire di non essere più in grado di andare avanti da soli, fra tutte le contraddizioni delle quattro sinistre. Lo stesso discorso vale del resto per lo scostamento di bilancio: non possiamo certo votarlo a scatola chiusa. Siamo disposti a sostenerlo, ma solo se ne avremo condiviso i contenuti e le finalità".

Su questo accordo il centrodestra sembra essersi ulteriormente diviso. Salvini, in particolare, pare intenda giocare il ruolo dell’opposizione durissima.

"Non esiste un’opposizione durissima, siamo tutti all’opposizione, con lealtà reciproca, e ciascuno con il suo stile, i suoi contenuti, i suoi valori, che naturalmente sono molto diversi. L’importante è che tutto questo confluisca in un buon progetto per far ripartire il Paese. Quello che il centro-destra unito propone agli italiani".

Ultimissima, presidente. Il governo ora è più forte? O ci sarà bisogno di un sostegno di Forza Italia? Oppure ancora pensa anche lei, come i suoi alleati Meloni e Salvini, che si debba andare a elezioni anticipate?

"Le elezioni sarebbero certamente la strada maestra, se ce le facessero fare".