Giorgia Meloni, 44 anni, e Silvio Berlusconi, 85, insieme in una foto d’archivio
Giorgia Meloni, 44 anni, e Silvio Berlusconi, 85, insieme in una foto d’archivio
"Attendo di sapere quando potrò venire a firmare la vostra petizione per l’elezioni diretta del capo dello Stato". Ad Atreju, l’annuale convention di Fratelli d’Italia, Silvio Berlusconi guarda alla prossima elezione del Capo dello Stato – nella quale si sente direttamente coinvolto – aderendo all’idea riformatrice, in chiave presidenziale, lanciata da Fd’I. È però la coesione del centrodestra il vero "pallino" del Cavaliere, che anche ieri a Roma, in collegamento telefonico da Arcore verso piazza Risorgimento, sede della festa di Atreju, ha ribadito il suo "orgoglio" per essere, oggi,...

"Attendo di sapere quando potrò venire a firmare la vostra petizione per l’elezioni diretta del capo dello Stato". Ad Atreju, l’annuale convention di Fratelli d’Italia, Silvio Berlusconi guarda alla prossima elezione del Capo dello Stato – nella quale si sente direttamente coinvolto – aderendo all’idea riformatrice, in chiave presidenziale, lanciata da Fd’I. È però la coesione del centrodestra il vero "pallino" del Cavaliere, che anche ieri a Roma, in collegamento telefonico da Arcore verso piazza Risorgimento, sede della festa di Atreju, ha ribadito il suo "orgoglio" per essere, oggi, alleato di Fd’I, sottolineando che Giorgia Meloni è stata "una dei migliori ministri del mio governo".

"Non voglio certo ignorare le cose che ci dividono – ha spiegato Berlusconi – non sarebbe rispettoso nei vostri confronti e non sarebbe utile a nessuno; abbiamo un giudizio diverso sul governo Draghi, che Forza Italia ha voluto e sostiene con convinzione e al quale voi legittimamente vi opponete". Berlusconi, tuttavia, riconosce un ruolo fondamentale a Fd’I. "Tutte le maggiori forze politiche, di maggioranza e di opposizione – ha sottolineato – stanno svolgendo un ruolo importante al servizio del Paese. A Fd’I, in particolare, tutti riconoscono di condurre un’opposizione seria, responsabile, nell’interesse della nazione". "Un’opposizione – ha proseguito – all’altezza della gravità drammatica dei mesi che abbiamo attraversato e che forse dovremo ancora attraversare". Dunque Giorgia Meloni come leader nazionale designato, oggi di un’opposizione "che condivide la responsabilità istituzionale verso il Paese pur non rinunciando al legittimo sogno di una svolta e che oggi guida con autorevolezza una delle maggiori famiglie politiche europee".

Parole che hanno convinto Giorgia Meloni a cavalcare l’onda della "sfida" di unità del centrodestra in vista di un possibile governo nel 2023, lanciata da Berlusconi con queste parole: "Sulla necessità che il centrodestra rimanga unito nessuno può crederci come Fratelli d’Italia, atteso che noi non abbiamo un piano B nelle alleanze: o andiamo al governo col centrodestra o semplicemente preferiamo non andarci". D’altra parte, il Cavaliere poco prima aveva sottolineato: "Per tornare ad appassionare gli italiani alla politica bisogna che la politica torni ad appassionarsi ai temi veri, non alle tattiche dei partiti".

"L’Italia – ha concluso – ha un grande bisogno di serietà, di concretezza, di responsabilità. Di donne e uomini ‘del fare’, come mi piace definirli, che abbiano dimostrato di saper conseguire degli obbiettivi e che mettono la loro esperienza, dentro e fuori dalla politica, al servizio della collettività. Un centrodestra di governo dev’essere tutto questo, perché la stagione che ci attende è molto difficile".

Un futuro in cui Berlusconi si augura che il "Il bipolarismo" non torni "ai toni rabbiosi del passato, non dovrà mai più diventare un tentativo di distruggere il nemico", ma si trasformi "in un civile confronto con l’avversario".