Beppe Grillo (Ansa)
Beppe Grillo (Ansa)

Roma, 4 dicembre 2020 - Tora a farsi sentire Beppe Grillo nel dibattito politico ialiano. E scaglia una bordata contro il Mes che da settimane sta agitando le acque all'interno della maggioranza (tra Pd e M5S non c'è per nulla un'identità di vedute).

Dunque oggi succede che il fondatore del Movimento 5 Stelle affidi il suo pensiero al blog personale. "Non starò qui ad elencare le mille ragioni che fanno del Mes uno strumento non solo inadatto ma anche del tutto inutile per far fronte alle esigenze del nostro Paese in un momento così delicato. A farlo, ogni qualvolta gli viene messo un microfono sotto al naso, ci ha già pensato il nostro presidente del Consiglio Conte dicendo più e più volte che "disponiamo già di tantissime risorse (fondi strutturali, scostamenti di bilancio, Recovery Fund ecc..) e dobbiamo saperle spendere. Dunque non è una questione di soldi, che sembrano esserci, ma come e dove usarli".

Grillo avanza allora due proposte. I particolare punta su fare pagare l'Imu e l'Ici non versata sui beni immobili alla Chiesa e una patrimoniale ai super ricchi. Sull'Imu relativa alle strutture della Chiesa spiega: "Tutte queste strutture portano alle casse della Chiesa 620 milioni all'anno dall'Imu non pagata. Per quanto ancora il ministero dell'Economia puo' continuare a infischiarsene della sentenza dell'Unione Europea?".

Sulla patrimoniale sottolinea: "Un contributo del 2% per i patrimoni che vanno dai 50 milioni al miliardo, genererebbe un'entrata per le casse dello Stato poco superiore ai 6 miliardi. Uno del 3% dato dai multimiliardari potrebbe fruttare circa 4 miliardi ulteriori".

Il ministro Amendola

Sul Mes è intervenuto oggi anche il ministro degli Affari Ue, Enzo Amendola. "Nella nostra tradizione politica, un governo ha una maggioranza che gli dà mandato in Europa. Penso che il M5s farà una riflessione interna ma un governo che non ha una maggioranza in politica estera deve far riflettere. Io rifletterei da qui al 9 dicembre".

Delrio

Sul Mes parla anche il cfapogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio: "Il Mes è uno strumento che si può decidere di utilizzare o meno, ma se dopo aver fatto attendere un anno l'Europa ora l'Italia non dovesse procedere (alla riforma,ndr) rischia di perdere la sua credibilità. Il fatto che alcuni parlamentari non intendano accettare questa modifica mette a rischio la maggioranza, soprattutto al Senato. Noi siamo sempre disposti a mediazioni e a tenere unita la maggioranza ed il governo ma non è possibile che non si vada avanti, per noi è un punto non eludibile".