Il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti (ImagoE)
Il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti (ImagoE)

Roma, 22 febbraio 2019 - Più docenti di sostegno in classe e "il prima possibile". Più strumenti agli insegnanti perché la scuola includa tutti, a cominciare dagli alunni che vivono una situazione di difficoltà o disagio. Parola del ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti.

Ministro, è normale che un bimbo diabetico non possa frequentare una scuola pubblica perché le insegnanti si rifiutano di somministrare l’insulina?
"Ogni bambino deve vedere riconosciuto il diritto sacrosanto di stare a scuola e ogni famiglia deve poter avere libertà di scelta educativa. Ci siamo subito attivati, attraverso il nostro Ufficio scolastico regionale, per approfondire la vicenda del piccolo di Reggio e, da quanto ho appreso, la scuola e gli altri soggetti coinvolti hanno applicato il protocollo d’intesa inter-istituzionale per la somministrazione dei farmaci in contesti educativi. La decisione del trasferimento in un’altra realtà scolastica è stata condivisa".

Cosa fare perché il diritto all’istruzione sia riconosciuto a tutti? Vuole lanciare anche un appello agli insegnanti?
"La scuola italiana è all’avanguardia rispetto a tanti altri Paesi sul tema dell’inclusione, siamo un’eccellenza. E con la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare riusciamo ad andare incontro anche alle esigenze educative di chi non può frequentare le aule. Sono un uomo di scuola e negli anni da provveditore di Milano ho conosciuto tanti insegnanti disposti, con grande generosità, a fare anche più del loro dovere per sostenere tutti gli studenti. Il loro è un compito prezioso. Certo, questo non vuol dire che il sistema non sia da migliorare. E la nostra azione va esattamente in questa direzione".

Molti medici, a fianco delle associazioni di famiglie, chiedono che ci siano più informazione e più fondi.
"L’informazione e la conoscenza sono fondamentali per abbattere barriere e pregiudizi culturali e permettere l’inclusione di tutti. Come anche politiche a sostegno, finanziate in maniera opportuna. Ci stiamo muovendo in questo solco. Dobbiamo avere fiducia negli insegnanti e metterli nelle condizioni di operare al meglio per garantire a tutti una formazione di qualità".

C’è la possibilità di attivare più risorse sul tema?
"Cercheremo di intercettare tutte le risorse disponibili. Questo governo pone grande attenzione ai diritti di chi parte da condizioni di difficoltà o disagio. Grazie all’intesa con il ministro Fontana possiamo avviare il primo ciclo di formazione per docenti di sostegno esperti in Lingua dei segni italiana (Lis) con 6 milioni di fondi Pon a disposizione. Stiamo strutturando interventi anche molto mirati e diversificati. Proprio due giorni fa, inoltre, con il ministro Grillo abbiamo presentato un documento per promuovere la diffusione dei temi della salute e del benessere a scuola".

Ieri ha firmato il decreto sul sostegno, quali novità dal prossimo anno scolastico?
"Il decreto sul sostegno era molto atteso e finalmente stiamo dando una risposta concreta alle scuole e alle famiglie di studenti con disabilità che, in molti casi, negli scorsi anni si sono ritrovate senza insegnanti specializzati. Stiamo affrontando un problema annoso, in maniera seria e con una prospettiva di lungo periodo. In tre anni i nostri giovani con disabilità avranno a disposizione 40mila insegnanti specializzati in più. È doveroso che sia così ed è nostra intenzione portare questi docenti in classe prima possibile".