Un seggio elettorale (Foto Tommasini)
Un seggio elettorale (Foto Tommasini)

Roma, 16 ottobre 2021 - Si torna alle urne domenica 17 e lunedì 18 ottobre per i ballottaggi, ma solo nei comuni che durante la prima tornata di elezioni amministrative - quella del 3 e 4 ottobre - nessuno dei candidati e candidate sindaco ha raccolto abbastanza preferenze. I cittadini di questi comuni, tra i quali spiccano Torino, Trieste e Roma, avranno tempo per esprimere di nuovo la propria preferenza dalle 7 alle 23 del 17 di domenica e dalle 7 alle 15 del 18 di lunedì. Per legge, infatti, il ballottaggio avviene dopo 14 giorni dal primo turno di votazioni.

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Sommario

Cosa serve per votare. Non è richiesto il Green pass

Perché alcuni Comuni vanno al ballottaggio

La procedura è diversa per i Comuni con più di 15mila abitanti rispetto a quelli con meno di 15mila residenti. Nel primo caso, se nessun candidato o candidata sindaco ha raccolto il 50%+1 dei voti (maggioranza assoluta) al primo turno, i due più votati vanno al ballottaggio.

Nel secondo caso, invece, generalmente il o la sindaco viene eletto/a al primo giro perché basta ottenere il numero più alto di voti, non serve la maggioranza assoluta: il ballottaggio è però previsto in caso di parità di preferenze tra due candidati.

Chi può votare al ballottaggio e come

Tutti i cittadini e le cittadine, maggiori di 18 anni, iscritti/e alle liste elettorali del comune al ballottaggio. Bisogna avere con sé la tessera elettorale e un documento di identità.

Ricordiamo che al primo turno delle elezioni comunali 2021 il dato dell'affluenza ha segnato un record negativo: in media, solo il 54,69% degli aventi diritto si è presentato alle urne, un elettore su due non è andato.

No maggioranza assoluta e voto disgiunto

Al secondo turno di votazioni, è eletto/a direttamente il candidato o la candidata sindaco che ottiene il maggior numero di voti: non serve, cioè, la maggioranza assoluta. L'elettore si trova davanti una scheda con i nomi dei due sfidanti e le relative liste che li appoggiano: bisogna mettere una X sul nome del candidato o candidata che si prefereisce.

Inoltre, non è previsto voto disgiunto: non è possibile quindi fare un segno su un candidato o una candidata sindaco e su una lista che ne appoggia un altro/a, pena annullamento della votazione. In poche parole, al ballottaggio vince l'aspirante sindaco/a che raccoglie più voti, e con lui/lei le liste che lo o la appoggiano.

E per i comuni con meno di 15mila abitanti? Qualora i due aspiranti raccolgano di nuovo lo stesso numero di preferenze, viene eletto/a in automatico il candidato o candidata più anziano/a

Il consiglio comunale

Prima precisazione: al secondo turno, le liste che appoggiano un determinato/a candidato o candidata sindaco potrebbero essere più di quelle del primo turno. Questo perché la legge permette, entro 7 giorni dalla prima tornata, di riformulare le alleanze e rafforzare le candidature di chi è rimasto in gioco.
Una volta che tramite ballottaggio è stato eletto il/la sindaco, si procede all'assegnazione dei seggi del consiglio comunale: di questi, il 60% va alle liste collegate al vincitore o vincitrice (Testo unico degli enti locali, articolo 73). Per i singoli consiglieri, rimane valida l'eventuale preferenza data durante il primo turno.

In generale, ricordiamo che in consiglio comunale hanno accesso le liste che alle prime votazioni hanno superato la soglia di sbarramento del 3%: l'esito del ballottaggio serve a definire l'effettiva ripartizione in percentuale dei seggi.