Roma, 11 luglio 2019 - Nuovo 'round', stamane, della partita sulle autonomie a Palazzo Chigi. Alle nove è iniziato il vertice di governo - l'ennesimo- finalizzato a trovare la quadra sul testo fortemente voluto dalla Lega per attuare l'autonomia differenziata per Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Presenti il premier Giuseppe Conte e i due vice, Luigi Di Maio e Matteo Salvini nonché ministri ed esponenti di governo 'toccati' dal tema, ovvero il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, i ministri Barbara Lezzi, Erika Stefani, Alberto Bonisoli, Riccardo Fraccaro, Marco Bussetti, i viceministri all'Economia Laura Castelli e Massimo Garavaglia, il sottosegretario Stefano Buffagni e i tecnici del ministero della Difesa. Nell'ultima riunione erano stati fatti passi avanti, ma restavano nodi e criticità, a partire dall'istruzione, passando per i concorsi regionali e per il grande tema delle infrastrutture.

INEVITABILI FRIZIONI - Tanti i punti su cui lavorare e altrettanti nodi da sciogliere. Nella giornata di ieri il pentastellato Di Maio aveva infatti avvisato che il suo ruolo, all'interno del vertice, sarebbe stato quello di garante dell'unità nazionale, lasciando già presagire possibili frizioni con i leghiste. 

Sulla tempistica delle negoziazioni con le Regioni interessate all'autonomia diffrenziata ''siamo a buon punto'' ha dichiarato Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa. "Le trattive sono "in itinere" con "posizioni che si stanno ricalibrando momento per momento'', spiega Costa. Le Regioni, a partire dalle tre proponenti Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, ''sono disponibili al ragionamento'' e sulla materia ambientale ''c'e' disponibilita' a trovare un'unitarieta' e, dunque, a venirsi incontro'', conclude il ministro.

Per quel che riguarda il capitolo del Danno ambientale, la bozza dell'intesa tra Governo e Regioni per l'autonomia differenziata "prevede una disposizione che mira a trasferire alle Regioni interessate le funzioni amministrative di prevenzione e ripristino ambientale, con la garanzia dell'intervento sostitutivo dello Stato in caso di inadempimento da parte della Regione" aggiunge Costa in audizione alla Commissione bicamerale per gli Affari regionali nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul processo di attuazione del 'regionalismo differenziato', le autonomie regionali all'esame del Governo. "E' importante il controbilanciamento poteri- prosegue- se si assegnano funzioni alle Regioni e queste non sono in grado di svolgerle, se ne occupa lo Stato che subentra ma ma a spesa delle Regioni, con un principio di responsabilita' assegnata, con tempi dati e tracciabilita' amministrativa". Su questo, conclude, "stiamo negoziando ancora, il senso responsabilita' va negoziato perche c'è anche responsabilita' erariale". 

INTERRUZIONE DEL VERTICE - L'incontro a Palazzo Chigi sulle autonomie è stato sospeso per consentire ai ministri presenti di poter partecipare al voto in Senato sul taglio dei parlamentari.

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LA POSIZIONE DEL M5S - Sulle autonomie "si va avanti, ma nessuno spezzatino della scuola. Non lo permetteremo" dicono fonti M5S, in aperta polemica con la Lega. "Al vertice Autonomia oggi la Lega ha proposto di inserire le gabbie salariali, ovvero alzare gli stipendi al Nord e abbassarli al Centro-Sud. Per il M5S è totalmente inaccettabile" aggiungono i pentastellati. Sulla vicenda inerente l'istruzione si espone anche Luigi Di Maio: "I bambini non c'entrano niente con l'autonomia e noi dobbiamo garantire l'unità della scuola come quella della nazione".

SALVINI INNERVOSITO - La Lega apprezza gli sforzi del premier Giuseppe Conte sul tema delle autonomie ma l'unico modo per aiutare l'Italia e il Sud- riferiscono fonti del Carroccio dopo la sospensione del vertice a Palazzo Chigi- e' "premiare il merito e punire gli sprechi"."Se c'è qualcuno che sabota, qualcuno che l'autonomia non vuol farla... Allora si parli chiaro". Un Matteo Salvini furioso, raccontano fonti di governo all'Adnkronos, sbotta al termine del vertice di Palazzo Chigi sulle autonomie, protagonista l'ennesima fumata nera.

"Se in materia di istruzione mi si nega la possibilità che una Regione, con risorse proprie, possa fare un'offerta formativa migliore e il motivo ostativo è che nelle altre Regioni non si possa fare, allora mi si nega completamente il principio base dell'autonomia. Autonomia prevista nel contratto di governo". Così la ministra agli Affari regionali, Erika Stefani, subito dopo il vertice. "Quel che vogliamo fare - aggiunge - è una valorizzazione e responsabilizzazione del territorio. Se il meccanismo proposto alimenta l'inefficienza e non vuole dare alcuna premialità, allora siamo su piani completamente diversi".

A calmare gli animi l'intervento del premier Giuseppe Conte che garantisce che sull'autonomia differenziata si va avanti, "ma nel rispetto dell'unità del Paese e del dettato costituzionale".

LA MOSSA DELLA CAMPAGNA - In questa complicata cornice viene reso noto che, nella giornata di ieri, è stato inviato al ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie Erika Stefani, e per conoscenza al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il documento della proposta d'intesa sull'autonomia differenziata della Regione Campania. "Abbiamo chiesto al ministro - ha detto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca - di firmare quanto prima possibile questa ipotesi di accordo. È una proposta che esplicita la linea della Campania sull'autonomia differenziata: rigore amministrativo; riforme concrete che semplificano e non complicano i processi di riforma; sburocratizzazione. Da oggi, alle tre regioni del Nord, si aggiunge la Campania come Regione che ha formalizzato la proposta d'intesa. Di particolare rilievo la posizione della Campania relativa a spesa storica, scuola, sanità, livelli essenziali di prestazione, fondo perequativo. Totale accettazione della sfida dell'efficienza. Difesa rigorosa dell'Unità nazionale" conclude.

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