Famiglia, figli: foto generica
Famiglia, figli: foto generica

Roma, 9 ottobre 2019 - Nella risoluzione di maggioranza alla Nota di aggiornamento al Def depositata nell'Aula del Senato per il voto è scomparso ogni riferimento a un assegno unico per i figli. La misura era contenuta in una bozza precedente, ma il testo definitivo invece prevede una formulazione più sfumata: si parla genericamente di "riordino e unificazione degli strumenti esistenti per la valorizzazione e il sostegno delle responsabilità familiari e genitoriali".  

Questo il testo del capitolo sul welfare, il Servizio sanitario nazionale e le misure per la famiglia che la maggioranza chiede al governo di inserire nella legge di bilancio "la promozione delle misure di welfare", il "sostegno" e la "qualificazione del sistema sanitario universale", il "rafforzamento delle politiche abitative" e "l'implementazione di interventi in favore delle famiglie, con particolare riguardo all'azzeramento delle rette per gli asili nido per i redditi medi e bassi e un ampliamento dell'offerta a partire dal Mezzogiorno, nonché - nel corso del triennio di programmazione - al riordino e all'unificazione degli strumenti esistenti per la valorizzazione e il sostegno delle responsabilità familiari e genitoriali".

Misiani: resta l'obiettivo, ma non in questa manovra

Il viceministro all'Economia Antonio Misiani, spiega la ratio del Def di quest'anno: "Le politiche per il sostegno alle responsabilità familiari rappresentano una strategia di lungo respiro che vogliamo ampliare con più strumenti, con il riordino e la semplificazione dei diversi strumenti. Abbiamo vari bonus, non un assegno unico a sostegno dei figli a carico come in Germania, Francia, Gran Bretagna. Il riordino di questi strumenti è l'obiettivo di medio periodo perché un tema di grande complessità: non riusciremo a affrontarlo in questa legge di bilancio".

Com'era la proposta: fino a 240 euro per figlio

Su Facebook i dem, non più tardi della fine di settembre, annunciavano: "Il Pd sostiene le famiglie portando in Parlamento due proposte: l'assegno unico per i figli a carico e la dote unica per l'acquisto di servizi per l'infanzia". In particolare, specificava il Pd, l'assegno universale arriverebbe "fino a 240 euro al mese per ogni figlio dal settimo mese di gravidanza fino ai 18 anni e fino a 80 euro dai 18 ai 26 anni". Fino a 400 euro al mese verrebbero invece erogati da zero a 3 anni per asilo nido, babysitter e altri servizi per l'infanzia (importo poi ridotto dai 3 a 14 anni). Maggiorazioni sono previste in caso di disabilità