Roberto Fico nella tendopoli di San Ferdinando a Reggio Calabria (Ansa)

Roma, 12 giugno 2018 - "CI STIAMO consegnando anima e corpo a Salvini, di questo passo ci si mangia". E i risultati non certo esaltanti delle 5 Stelle alle elezioni comunali non fanno altro che confermare questi dubbi. La base del M5S è in fibrillazione per la svolta dura sui migranti impressa dal leader della Lega e avallata senza colpo ferire da Luigi Di Maio. La chat dei più ortodossi ribolle. Tutti coloro che hanno iniziato la loro militanza ai tempi del Vaffa Day vivono il pugno di ferro sulla nave Aquarius come una «mazzata ai nostri ideali e al lavoro quotidiano costruito sull’accoglienza e sulla solidarietà nei confronti dei deboli e degli indifesi». Per ora non è un’aperta rivolta quanto piuttosto un’insoddisfazione sotto traccia. Nessuno esce allo scoperto. E chi l’ha fatto, come il sindaco di Livorno Filippo Nogarin che aveva dato disponibilità ad accogliere nel porto della sua città la nave con a bordo 629 migranti, ha dovuto rimuovere il suo post che recitava: "Questo braccio di ferro con Bruxelles non può essere fatto sulla pelle di centinaia di uomini, donne e bambini".

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Nogarin ha spiegato di aver fatto retromarcia perché "mi sono reso conto che oggettivamente questo poteva creare dei problemi al governo e mi è sembrato corretto farlo". Evidentemente un gesto simile avrebbe dato l’evidenza lampante di una feroce spaccatura all’interno del Movimento e non poteva essere tollerato dai vertici del M5S. Nascono da qui le pressioni nei confronti del sindaco di Livorno e l’appello alla ragion di stato che però non sopiscono certo i mal di pancia. "Non possiamo alzare muri nei mari. Quello che dovremmo dire a chi si trova sull’Aquarius e che siete tutti benvenuti", mette in chiaro la senatrice Paola Nugnes da sempre in prima linea nella difesa dei migranti. Certo è che la decisione a sorpresa di accogliere l’Aquarius nei porti spagnoli annunciata dal neopremier Sanchez ha avuto l’effetto dell’acqua sul fuoco delle polemiche visto che anche il deputato Carlo Sibilia, uno dei fedelissimi di Roberto Fico, ha preferito indossare l’uniforme del pompiere dichiarando: "L’importante è il rispetto degli accordi internazionali che salvaguardano la sicurezza delle persone in mare. E comunque è evidente che alla fine un risultato sia stato raggiunto"

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E anche il presidente della Camera, storico antagonista interno di Di Maio e più volte sceso in campo in difesa degli ultimi, almeno per ora si è mostrato allineato. L’occasione per contestare apertamente l’atteggiamento dell’ala governista del M5S era perfetta: la visita nella baraccopoli di San Ferdinando dove viveva Soumayla Sacko, il migrante assassinato il 2 giugno scorso. Fico però, dopo l’apertura della Spagna, non ha potuto far altro che rallegrarsi dicendo che "la vicenda Aquarius insegna che è stata intrapresa la strada giusta, quella del rispetto della Costituzione e della solidarietà che però deve essere condivisa anche dagli altri Paesi europei". Per ora insomma niente rivolta. Il M5S tiene. Ma cosa accadrà quando sarà vietato l’attracco alla prossima nave carica di migranti?

Migranti, chiusi i porti. Reazioni: bordate da Pd e terzo settore

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