Roma, 12 febbraio 2019 - I numeri della Tav "sono impietosi". Così il ministro Toninelli commenta l'analisi costi benefici relativi al progetto della Tav Torino Lione, analisi pubblicata oggi sul sito del Mit. "La valutazione negativa dell'alta velocità Torino-Lione che emerge - spiega il ministro 5 Stelle alle Infrastrutture - non è contro la Ue o contro la Francia". Piuttosto si tratta di "un prezioso elemento di informazione per indicare a tutti gli interlocutori l'opportunità di verificare se esistano impieghi migliori delle risorse". La relazione di 5 esperti (uno dei sei membri della Commissione ministeriale istituita ad hoc non l'ha firmata) calcola costi per 12 miliardi e vantaggi per 800 milioni (quelli ambientali sarebbero irrisori). In soldoni per rendere sostenibile l'opera, il traffico merci dovrebbe essere 25 volte superiore all'attuale.

Ma, come era prevedibile, l'analisi presta il fianco a una serie di critiche. Attacchi arrivano dall'opposizione ma anche dagli industriali, mentre i No Tav incalzano: "E' ora di smilitalizzare la Val di Susa". Intanto dalla Commissione europea nessuna dichiarazione ufficiale. I funzionari di Bruxells starebbero ancora esaminando il documento, arrivato nei giorni scorsi. "Ci sono alcuni aspetti del documento che dovranno essere chiariti con le autorità italiane", si limitano a far sapere fonti Ue.

GOVERNO SPACCATO - Ma cosa dicono gli alleati di governo dei Cinque Stelle? Matteo Salvini, notoriamente a favore dell'infrastruttura, non esclude l'ipotesi di una consultazione popolare. "Sono sempre favorevole ai referendum. Ma ora mi sto occupando di latte, di pastori e di Sardegna", glissa il leader leghista. E nell'esecutivo si profila uno scontro duro. Ne è indizio il fatto che Di Maio questa mattina ha disertato il vertice di palazzo Chigi a cui invece era presente il collega del Carroccio. Intanto, mentre una nota congiunta dei senatori M5s ribadisce che la Torino-Lione sarebbe un "errore politico micidiale", Alessandro Morelli, presidente leghista della Commissione trasporti alla Camera, insiste: "La Tav va fatta, ce ne assumeremo la responsabilità con gli italiani". E il capogruppo della Carroccio alla Camera Riccardo Molinari sintetizza: "Su diverse modalità di attuazione si può ragionare mentre non realizzarla non la ritengo un'ipotesi percorribile". E, in serata, interviene anche il viceministro alle Infrastrutture, Edoardo Rixi. "E' possibile cambiare la compartecipazione economica europea e rendere l'opera meno onerosa per l'Italia", dice spiegando che è "possibile risparmiare". Rixi sottolinea anche di non condividere alcune parti dell'analisi, ma puntualizza che "il governo discuterà e poi deciderà per il meglio".

FOIETTA: ANALISI TRUFFA - Il primo a denunciare stamani "l'analisi-truffa realizzata per far quadrare i conti in base a quello che vuole il padrone" è il Commissario Straordinario per l'Asse Ferroviario Torino-Lione, Paolo Foietta, secondo cui "i costi sono ampiamente gonfiati, mentre c'è una enorme sottovalutazione dei benefici ambientali e sociali". Foietta si riserva "di vedere nel dettaglio i numeri, ma dalle prime indicazioni mi sembra che dalla farsa si è passati alla truffa". 

"50mila posti di lavoro non bastano?"

GLI INDUSTRIALI: CON TAV 50MILA POSTI DI LAVORO  - Il leader di Confindustria, Vincenzo Boccia ricorda che l'apertura dei cantieri Tav a regime "determina 50mila posti di lavoro". Una dato "che a noi basta". Il governo deve avere "una unica e grande priorità: l'occupazione, il lavoro". E ancora: "Se il lavoro non è centrale in questo Paese evidentemente ci sono altri obiettivi, farebbero bene a spiegarlo a tutti gli italiani, non solo a noi". Corrado Alberto, presidente dell'Api (Associazione piccole e medie imprese) di Torino, non ha dubbi: "Mi pare si possa parlare di numeri risultato di un lancio di dadi", una "risposta ideologica ad una promessa elettorale che una parte del Governo sta cercando di mantenere. Siamo di fronte a una foglia di fico a uso e consumo del M5S".

Ma le reazioni negative fioccano anche dal mondo politico. Per il governatore Pd Sergio Chiamparino "ora è chiaro chi vuol mettere il Piemonte in un angolo". Il presidente parla di "uno scenario che rischia di penalizzare pesantemente l'economia, lo sviluppo e la condizione ambientale delle nostre regioni". 

Berlusconi: i 5 Stelle sono pazzi e chi li vota è ancora più pazzo

FORZA ITALIA: BALLA SPAZIALE - Lo scontro naturalmente si amplia ben oltre i confini regionali. Da Forza Italia si leva, per prima, la voce di Mariastella Gelmini. "L'analisi costi-benefici è una balla spaziale utilizzata a fini politici per fermare la Tav - tuona la capogruppo azzurra alla Camera -. Spostare le merci da gomma a rotaia è un bene per l'ambiente, per la sicurezza dei trasporti, oltre che un vantaggio per il nostro export: ma per Toninelli e la strampalata analisi messa a punto da professionisti no-Tav si tratta di un costo, perché togliere i Tir dalle strade significa ridurre gli introiti per pedaggi e accise sui carburanti". E nel pomeriggio si fa sentire anche il presidente Berlusconi. Il dossier "è pieno di sciocchezze. Sono pazzi - dice riferendosi ai 5 Stelle - e chi li vota è più pazzo di loro". 

PD: STUDIO CIECO E POLITICO - Per il predecessore di Toninelli, Graziano Delrio (Pd), è uno "studio cieco e inaffidabile totalmente guidato e pilotato dalla politica", che contraddice tutti i "precedenti studi che avevano valutato positivamente un'opera fondamentale per trasferire il trasporto delle merci dalla gomma al ferro con evidenti vantaggi ambientali".  Il capogruppo dem alla Camera accusa: "Dicendo no alle infrastrutture e agli investimenti pubblici il governo blocca il Paese e chiude le porte allo sviluppo e al lavoro". 

FDI: BUFFONATA - Di "analisi buffonata" parla anche Giorgia Meloni. "I grillini non insultino l'intelligenza degli italiani, dicano semplicemente che sono contrari alla Tav e a tutte le grandi opere per ragioni ideologiche e ci risparmino queste prese in giro", scrive su Facebook la presidente di Fratelli d'Italia. 

No Tav: ora smilitarizzazione del cantiere

NO TAV - Intanto i 'No Tav' prendono atto con soddisfazionde dei risultati dell'analisi: "Mentre leggiamo con attenzione, vogliamo portarci avanti e chiediamo da subito: la smilitarizzazione del cantiere e la rimozione dei vertici di Telt e dell'Osservatorio. Noi l'analisi e il risultato lo abbiamo chiaro da quasi 30 anni, da quando iniziammo a opporci ad un'opera inutile, dannosa, imposta con la forza. Ogni euro usato per la Tav è un euro rubato alle necessità del Paese". 

SI' TAV - Replicano i 'Sì Tav': "Una analisi di parte e miope contro gli interessi del Paese", attacca Mino Giachino, promotore della petizione che ha ottenuto oltre 110 mila firme e, con le 'madamin', delle manifestazioni di piazza a favore dell'opera, critica "una Commissione di parte, senza esperti di logistica e turismo". 

"In Francia quando si nomina una commissione indipendente, si fa in modo di non mettere solo tecnici contrari al progetto"

COMITE' - E dalla Francia arriva il commento Stéphane Guggino, delegato generale Comité Lyon-Turin: "Questo rapporto costi benefici facciamo un pò fatica a prenderlo sul serio. Abbiamo tanti difetti ma quando si nomina una commissione indipendente, si fa in modo di non mettere solo tecnici contrari al progetto". Nel dossier "tutti i parametri favorevoli (impatto su ambiente o traffico), sono minimizzati e quelli sfavorevoli esaltati".