Lunedì 15 Aprile 2024

Allarme Ue sul gas: "Dobbiamo prepararci allo scenario peggiore"

L'Ue si prepara al peggio per la crisi energetica, con la fine dell'accordo tra Russia e Ucraina. La dipendenza da Mosca diminuisce, ma la situazione rimane critica per l'inverno 2024/2025.

Lo spettro della crisi energetica torna ad agitare il Vecchio Continente. E l’Ue deve essere pronta allo "scenario peggiore" per le forniture di gas, tracciando la sua rotta per salvare il prossimo inverno. L’avvertimento netto di Bruxelles, contenuto in un documento interno rivolto ai Ventisette, richiama l’attenzione sulla scadenza prevista a fine anno dell’accordo quinquennale siglato da Mosca e Kiev nel 2019 per garantire il transito dei flussi verso i Paesi membri. Un contratto che il governo di Volodymyr Zelensky ha già fatto sapere di non avere alcuna intenzione di rinnovare. E che Palazzo Berlaymont dà per scontato finisca. Uno scenario davanti al quale le forniture all’Europa dalla Russia – ora ridotte al 15% – scenderanno di un ulteriore 5% e che, sommato all’annuncio dell’Opec+ di estendere i tagli alla produzione di petrolio fino alla metà del 2024 e alla crisi nel Mar Rosso, potrebbe fare impennare l’inflazione e i prezzi energetici. Con un impatto pesante sull’intera economia continentale già alle prese con una ripresa fragile. La sicurezza dell’approvvigionamento, nella visione di Palazzo Berlaymont, richiederà "uno stretto monitoraggio e coordinamento" per "garantire l’inverno 2024/2025". Dall’inizio dell’invasione in Ucraina le azioni per affrancarsi dalla dipendenza energetica di Mosca entro il 2027 – tra investimenti nelle rinnovabili e diversificazione dei fornitori –, è la sottolineatura, hanno dato i loro frutti.

Numeri alla mano, nel 2023 il gas russo era solo il 15% dell’import totale Ue rispetto a una quota che superava il 50% (circa 150 miliardi di metri cubi) prima del conflitto.