Il Presidente Mattarella con i rappresentanti delle associazioni combattentistiche (Ansa)
Il Presidente Mattarella con i rappresentanti delle associazioni combattentistiche (Ansa)

Roma, 24 aprile 2019 - Il 25 aprile è la data simbolo di un popolo "capace di riscattarsi, di riconquistare il proprio destino" e la testimonianza delle associazioni combattenti "costituisce un argine di verità e un monito permanente contro interessate riscritture della storia e degli avvenimenti". È quanto affermato al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, incontrando i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e delle associazioni partigiane alla vigilia della Festa della Liberazione. Presente il ministro della Difesa Elisabetta Trenta.

Il Capo dello Stato ha espresso alle associazioni "la riconoscenza della Repubblica" per la loro azione "volta a perpetuare e onorare il ricordo di quanti hanno perso la vita, hanno subìto immani sofferenze nelle vicende belliche che hanno accompagnato il farsi dell'Italia unita e la conquista della libertà e della democrazia nei tragici mesi di lotta che portarono il proprio paese a riscattare la propria dignità".

"Penso alle tante vittime innocenti della furia nazista e dell'oppressione fascista. La data del 25 aprile riveste questo significato: un popolo capace di riscattarsi, di rinconquistare il proprio destino sulle macerie materiali e morali di un regime nemico dei suoi stessi concittadini” ha aggiunto Mattarella.

“La vostra testimonianza- ha detto il Capo dello stato alle associazioni- è il riflesso dell'Italia repubblicana, un importante argine di verità, un monito permanente contro interessate riscritture della storia e degli avvenimenti, particolarmente in una fase di profonda trasformazione del rapporto tra informazione e pubblica opinione. E dunque l'attenzione va diretta soprattutto ai giovani affinché sappiano far propri i valori costituzionali".

La festa del 25 aprile "decretata dal governo De Gasperi nel 1946 e sanzionata con legge del parlamento nel 1949 ci stimola a riflettere su come il nostro paese risorse dopo la tragedia del secondo conflitto mondiale" ha continuato il Presidente della Repubblica. Si trattò davvero di "un nuovo Risorgimento per il nostro popolo, stremato da anni di dittatura, guerra e ingiustizie. Un paese che ha saputo resistere contro le continue violenze e soprattutto contro la violenza morale".

Il presidente Mattarella ha poi specificato che "conoscere la tragedia" ci aiuta oggi "a comprendere le tante sofferenze che si vivono alle porte dell'Europa". L'Italia seppe rialzarsi e domani "da nord a sud della penisola" vanno ricordati "donne e uomini, civili, militari e sacerdoti che contribuirono al doloroso ma decisivo percorso verso la libertà e il riscatto del nostro paese. La società democratica, la libertà di cui beneficiamo non sono traguardi conseguiti per sempre, ma vanno difesi e sviluppati".

Domani il capo dello Stato dopo l'omaggio all'altare della Patria si recherà a Vittorio Veneto. "Quel giorno di 74 anni fa fu un momento fondante del nuovo stato italiano. Un forte sentimento di equità e di rispetto deve saperci accomunare tutti. È un patrimonio che richiede anche un impegno di carattere culturale e politico che deve continuare a rinnovarsi grazie alle giovani generazioni” ha concluso il Capo dello Stato.