Roma, 1 giugno 2013 - “Rivolgo a voi tutti un cordiale saluto ed augurio per l’anniversario della nascita della nostra Repubblica. Lo celebriamo nel modo più sobrio, riducendo all’essenziale lo stesso omaggio che non può mancare alle forze armate che servono con onore, anche lontano dal paese, la bandiera nazionale e - con l’apporto del volontariato civile - la causa della solidarietà insieme con quella della sicurezza”. Così in un videomessaggio il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione dell’anniversario della nascita della Repubblica.

“E’ giusto che in questa giornata del 2 giugno l’Italia dia di sé un’immagine di dignità, di consapevolezza, di volontà costruttiva. Viviamo con profonda preoccupazione il protrarsi e l’aggravarsi della recessione, la crisi diffusa, in molti casi drammatica, delle imprese e del lavoro. Ma diciamo a noi stessi, come all’Europa e al mondo, che a queste difficoltà non ci pieghiamo, che vi reagiamo convinti di poterle superare. Purché scatti uno sforzo straordinario di mobilitazione operosa e di coesione sociale, e insieme un impegno efficace e convergente di governo e Parlamento”.

“E in effetti, ci si sta, in queste settimane, muovendo seriamente in direzioni nuove anche in Europa, dove ormai si impone all’ordine del giorno come problema numero uno quello del creare occasioni e prospettive di lavoro per vaste masse di giovani che ne sono privi”.

“In questo senso, per la crescita e l’occupazione non meno che per il risanamento finanziario - prosegue il Capo dello Stato -, ognuno deve fare la sua parte, perché è decisivo l’apporto di tutti”.

“Ci si sta, in queste settimane, muovendo seriamente in direzioni nuove anche in Europa, dove ormai si impone all’ordine del giorno come problema numero uno quello del creare occasioni e prospettive di lavoro per vaste masse di giovani che ne sono privi”. 

La firma dell’accordo sulla rappresentanza tra la Confindustria, la Cgil, la Cisl e la Uil rappresenta un avvenimento di prima grandezza per il Paese e non solo per le organizzazioni firmatarie. È un segno importante e incoraggiante di volontà costruttiva e di coesione sociale, fattori entrambi decisivi per il superamento delle difficoltà e delle prove che l’Italia ha davanti a sè", ha continuato il presidente.

“Nell’esprimere il mio vivo apprezzamento per le scelte del presidente della Confindustria e dei segretari generali delle Confederazioni dei lavoratori - continua - mi auguro che lo spirito e il contenuto dell’accordo trovino la più larga adesione in tutti gli ambienti imprenditoriali e sindacali.
Sono certo che l’esempio di convergenza tra le parti sociali che così si è dato susciterà l’apprezzamento anche delle istituzioni europee, e varrà a rafforzare la credibilità del nostro Paese in Europa”.

“Vedete, se tocca ancora a me rivolgervi quest’anno il messaggio per il 2 giugno, è perché ho accettato - sollecitato da molte parti - l’onore e il peso di una rielezione a Presidente. Ma ho compiuto questo gesto di responsabilità verso il paese, confidando che le forze politiche, a cominciare da quelle maggiori, sappiano mostrarsi a loro volta responsabili.

E il primo banco di prova sta nel discutere e confrontarsi tra loro liberamente ma con realismo e senso del limite, senza mettere a rischio la stabilità politica e istituzionale, in una fase così delicata della vita nazionale”.

“E quindi - prosegue Napolitano - vigilerò perché non si scivoli di nuovo verso opposte forzature e rigidità e verso l’inconcludenza, né per quel che riguarda scelte urgenti e vitali di politica economica e sociale, né per quel che riguarda la legge elettorale e riforme istituzionali più che mai necessarie. Occorre recuperare fiducia nella politica e nelle istituzioni, dando risposte concrete soprattutto ai molti tra voi che vivono momenti duri e penosi e sono in allarme per il presente e per il futuro. Ad essi mi sento e resterò vicino. Di qui al 2 giugno del prossimo anno, l’Italia dovrà essersi data una prospettiva nuova, più serena e sicura. Andiamo avanti con coraggio per potervi riuscire. Ancora un augurio. Viva la Repubblica!”.