Roma, 19 settembre 2012 -  La governatrice del Lazio, Renata Polverini lascia, anzi no.  La lunga giornata del presidente della Regione Lazio si chiude con un nulla di fatto, anche se tutto si può dire tranne che le ultime ore non siano state 'movimentate'. Ha tenuto banco, fino a tarda sera, il giallo sulle presunte dimissioni del presidente del Lazio. Imminenti, forse annunciate agli assessori e poi dagli stessi assessori smentite.

CAOS E GIALLO - La decisione, secondo alcune fonti, sarebbe frullata nella testa della governatrice fin dalla mattina. Le indiscrezioni che circolavano in Translatantico, nel pomeriggio, danno l'addio quasi per assodato. Un 'quasi' che diventa un 'per nulla', quando uomini della giunta Polverini rilasciano dichiarazioni che smentiscono in via ufficiale i rumors precedenti. A un certo punto sembra che la governatrice voglia indire una conferenza stampa in Regione, ma la comunicazione non arriverà mai.

E che dire dell'indiscrezione secondo cui il segretario Alfano avrebbe deciso il commissariamento del Pdl Lazio? Neanche il tempo di farla battere alle agenzie, che l'ufficio stampa del partito smentisce: "Voci del tutto infondate".

I RETROSCENA - A quanto sembra, la governatrice era pronta a lasciare, ma per tutto il giorno persone a lei vicine avrebbero tentato di dissuaderla. Riuscendoci, almeno per il momento e salvo sorprese dell'ultim'ora. Sembrano anche superate le voci che volevano la Polverini convocata per un summit a Palazzo Grazioli con Alfano e Berlusconi. I retroscena più gettonati, indicano proprio nell'ex premier l'uomo che è riuscito a 'fermare' la governatrice, chiedendole di riflettere e di evitare decisioni avventate.

DALLA CANCELLIERI - Al momento, l'unica certezza è che la presidente della Regione Lazio ha incontrato il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri al Viminale. La governatrice ha chiesto un parere tecnico al ministro sulla normativa, procedura, tempi e condizioni del voto in caso di dimissioni. Solo in tarda serata, intanto, si è concluso l'interrogatorio fiume di Franco Fiorito. Sette ore sotto torchio, l'ex capogruppo del Pdl in Regione si è difeso davanti ai magistrati: "Io non ho rubato nulla di quello che mi viene addebitato”.

MALUMORI NEL PDL - In realtà, un vertice nel Pdl ci sarebbe stato, e anzi, sarebbe tuttora in corso. Presenti Berlusconi, Gasparri, La Russa e Giorgia Meloni: all'ordine del giorno non il caso Fiorito, bensì il malumore crescente degli ex An. C'è chi all'orizzonte vede addirittura una scissione, anche se al momento questa ipotesi sembra scongiurata. Ad agitare le acque la posizione del Cavaliere sulle preferenze: Berlusconi sarebbe pronto a sacrificarle in cambio di un premio di maggioranza non corposo e da assegnare al partito e non alla coalizione. La Russa e co., al contrario, sulle preferenze stanno facendo una vera e propria battaglia. 

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il forfait del Cavaliere alla festa di Atreju: uno “sgarbo”, viene definito da alcuni ex aennini. Il Pdl si appresta a passare un'altra notte 'in trincea'.

Redazione online