{{IMG_SX}}Milano, 30 aprile 2008 - Alitalia si è costituita nel giudizio davanti al tribunale di Busto Arsizio promosso da Sea per la vicenda Malpensa. Ne dà notizia una nota della compagnia aerea aggiungendo che «la comparsa di risposta depositata oggi da Alitalia contiene domanda riconvenzionali nei confronti di Sea» per importi «non lontani» dalle pretese di Sea che ha chiesto alla compagnia di bandiera danni per 100 milioni di euro per danno emergente e per 1.100 milioni per lucro cessante. 

«In data odierna, nel rispetto dei termini processuali - recita la nota - Alitalia si è costituita nel giudizio avanti al Tribunale di Busto Arsizio promosso dalla Sea, unitamente alla sua controllata Sea Handling, con comparsa di risposta a firma degli avvocati Claudio Consolo, Giorgio De Nova e Stefano Zunarelli e Dario Baragiola». A seguito del «notevole clamore di stampa e di media, alimentato esclusivamente dalla parte attrice Sea - prosegue la nota - l'opinione pubblica sa da mesi della pretesa di 100 milioni di Euro per danno emergente e di 1.100 milioni di Euro per lucro cessante che Sea ha azionato in questo procedimento contro Alitalia».

La compagnia aerea sottolinea che «la comparsa di risposta contiene la replica puntuale all'assunto di Sea che il rapporto con Alitalia dovesse proseguire fino al 2041 pur in assenza di ogni vincolo contrattuale e a prescindere da ogni logica di impresa, mostra come il danno emergente non sia riscontrabile in quanto tutti gli acquisti e gli investimenti di Sea sono perfettamente compatibili con l'utilizzo dell'aeroporto da parte di ciascun altro vettore passato e futuro, dimostra come ogni valutazione di cosiddetto lucro cessante sia esclusa dalla mancanza di alcun vincolo pluriennale, e tanto meno più che trentennale, di legame fra Sea ed Alitalia».

La comparsa di risposta depositata da Alitalia, inoltre, contiene «domande riconvenzionali nei confronti di Sea, per vari titoli e per importi non lontani, per quanto allo stato quantificato, dalle pretese della Sea relativamente alle perdite di Alitalia derivanti dall'inadempimento da parte di Sea agli obblighi di sviluppo dell'aeroporto di Malpensa che su di essa gravano in quanto concessionaria, nonchè ai gravi danni reputazionali relativi al perturbamento del recente processo di privatizzazione che il modo in cui Sea ha impostato e gestito mediaticamente il processo avanti il Tribunale di Busto Arsizio ha in parte arrecato e in parte minaccia di produrre a carico di Alitalia stessa». La nota conclude precisando che «nel rispetto delle esigenze che i processi si svolgano nelle aule dei tribunali e non sui giornali, Alitalia comunicherà esclusivamente dati oggettuali e gli stati di avanzamento del procedimento nel momento in cui saranno noti». La prima udienza si terrà il prossimo 28 maggio.

 

CALA L'INDEBITAMENTO

Al 31 marzo si riduce l'indebitamento netto di Alitalia di 15 milioni di euro (-1,1%) a 1.353 milioni di euro, rispetto ai 1.368 milioni di febbraio, e la liquidità, pari a 180 milioni, rimane in linea a quella registrata a febbraio. Lo rende noto la compagnia segnalando l'incasso di 79 milioni di euro relativo alla cessione delle azioni Air France-Klm in portafoglio e l'esborso di 56 milioni relativo al pagamento della cedola annuale del prestito obbligazionario convertibile.

 

MONITO DI BRUXELLES

 Un nuovo pacchetto di aiuti di stato per Alitalia "sotto qualunque forma essi siano", sarebbe "illegale". Lo ha ribadito il capo di gabinetto del commissario Ue ai Trasporti, Benoit Le Bret, rispondendo ad una domanda specifica sull'intenzione del leader del Pdl Silvio Berlusconi di nazionalizzare la compagnia di bandiera accorpandola con le Fs.


Le Bret ha sottolineato che ai sensi della regola 'One time last time' Alitalia no può ricevere aiuti di stato fino al 2011, e ha ricordato che la Commissione europea nel 2006 "ha permesso il salvataggio della compagnia autorizzando la ricapitalizzazione".