{{IMG_SX}}Roma, 19 aprile 2008 - La Procura di Roma ha inviato al tribunale dei ministri gli atti riguardanti il ministro dell'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, in merito all'inchiesta avviata dal pm di Potenza, Henry John Woodcock. Nella richiesta firmata dal pm Sergio Colaiocco e dal procuratore capo Giovanni Ferrara si fa riferimento ad ulteriori accertamenti da svolgere.

 

Si chiede, in particolare, di utilizzare le intercettazioni allegate, e di ascoltare i testimoni e di interrogare le persone indagate. Accusate, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, sono otto persone, tra queste sia il ministro che il fratello di questo.

 

L'indagine del pm di Potenza, Woodcock, era nata per verificare se un imprenditore di Policoro (Matera) fosse responsabile di smaltimento illecito di rifiuti. Il telefono del manager era stato posto sotto controllo e dalle intercettazioni è scaturito il sospetto che una agenzia di viaggi di Perugia avrebbe fornito i biglietti aerei gratuiti a dirigenti del ministero dell'ambiente, ad Alfonso Pecoraro Scanio ed al fratello Marco, senatore dei Verdi. Nell'inchiesta, avviata da tempo, sarebbe coinvolta anche un'altra azienda di viaggi, collegata a quella umbra, con sede negli Stati Uniti.

 

Gli inquirenti della Capitale hanno di fatto diviso in due la decina di fascicoli arrivati dalla Basilicata. Per la parte che chiama in causa il ministro e coloro che avrebbero agito con lui in concorso gli atti sono stati trasmessi al tribunale dei ministri. Per la parte che invece non coinvolge direttamente Pecoraro Scanio si continuerà a procedere per via ordinaria. Ora i magistrati di piazza Adriana dovranno valutare la richiesta del pm Colaiocco e del procuratore Ferrara e dare il via alla richiesta, alla Camera ed al Senato, ad esempio, delle intercettazioni. Per utilizzare quelle telefonate, la giunta autorizzazioni a procedere deve dare il nulla osta.

 

La lista delle persone che sono indagate "in concorso", con Alfonso Pecoraro Scanio, il fratello Marco, per l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, comprende anche il titolare di una agenzia di viaggi di Perugia, la Visetur. L'imprenditore, Mattia Fella, secondo l'ipotesi del pm Woodcock, sarebbe stato favorito dal ministro dell'ambiente in cambio di biglietti aerei per viaggi personali.

 

Sempre in base a quanto ricostruito attraverso le intercettazioni il fratello di Fella, Stanislao, sarebbe stato assunto come consulente del ministero guidato dal leader dei Verdi. Fella, su questi punti, attraverso i suoi legali, nei giorni scorsi aveva negato qualsiasi addebito. Ribadendo da una parte di non aver ricevuto mai nessun appalto e dall'altra di esser pronto a qualsiasi chiarimento.

 

A Roma, gli inquirenti, che hanno dato una prima lettura ai quasi 12 faldoni trasmessi da Potenza, tengono a ribadire che per accertare tutte le ipotesi prospettate bisognerà vagliare "episodio per episodio" e che si è proceduto all'iscrizione sul registro degli indagati per "atto dovuto".

 

L'AVVOCATO DI PECORARO SCANIO

"Sono stupita per un passaggio della vicenda alla quale il ministro è assolutamente estraneo. La contestazione peraltro molto generica sarà totalmente smontata davanti al Tribunale dei ministri". Ha detto così l'avvocato Paola Balducci che insieme con Franco Coppi, assiste Alfonso Pecoraro Scanio ed il fratello del ministro, Marco, indagati per associazione a delinquere e corruzione nell'ambito dell'inchiesta sui cosiddetti 'voli gratis'.

 

La penalista ha reso noto che presto Alfonso Pecoraro Scanio si metterà a disposizione dei magistrati di piazza Adriana per rendere un interrogatorio. Questi passaggi saranno fondamentali anche per "restituire al più presto dignità al ministro il cui comportamento in tutte le attività è sempre stato improntato alla massima trasparenza".
L'avvocato Balducci sottolinea, perciò, che la difesa non cerca scorciatoie e spera che la questione non sia soggetta a tempi lunghi.